Cronaca - 09 luglio 2026, 16:16

Omicidio di via Hope, i legali di Oldani chiedono rispetto e riservatezza: "I processi si fanno nelle aule di giustizia"

Alla vigilia dell’interrogatorio di convalida del fermo, fissato per domani alle 11.30 al Tribunale di Imperia, gli avvocati Giovanni Briola e Alessandro Moroni intervengono con una nota congiunta: nessuna dichiarazione sui fatti e un richiamo al rispetto della dignità di tutte le persone coinvolte

Omicidio di via Hope, i legali di Oldani chiedono rispetto e riservatezza: "I processi si fanno nelle aule di giustizia"

"I processi si fanno nelle aule di giustizia". È il principio richiamato dagli avvocati Giovanni Briola e Alessandro Moroni, difensori di Filippo Oldani, il ventenne fermato con l’accusa di aver ucciso la madre Lorella Capano, trovata senza vita nell’abitazione di famiglia di via Hope, a Sanremo.

Alla vigilia dell’interrogatorio di convalida del fermo, fissato per domani alle 11.30 al Tribunale di Imperia, i due legali intervengono con una nota congiunta per chiarire la linea che la difesa intende mantenere durante il prosieguo dell’inchiesta. Una scelta improntata alla riservatezza e alla volontà di non entrare pubblicamente nel merito delle contestazioni e degli elementi raccolti dagli investigatori.

"Le indagini attualmente in corso riguardano una tragica vicenda che ha profondamente colpito un’intera famiglia, coinvolgendo persone la cui dignità deve essere tutelata in ogni sede", sottolineano Briola e Moroni.

Secondo i difensori, nella fase attuale dell’inchiesta ogni anticipazione o ricostruzione parziale rischia di alimentare speculazioni e rappresentazioni che non tengano conto della complessità della vicenda, provocando inoltre ulteriori sofferenze alle persone coinvolte.

Da qui la decisione di non rilasciare dichiarazioni sui fatti oggetto dell’indagine. La difesa intende svolgere il proprio ruolo esclusivamente nelle sedi giudiziarie, mantenendo un atteggiamento di riservatezza e ribadendo la propria fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria.

"Intendiamo svolgere il diritto di difesa con serenità, nelle sedi a ciò dedicate e nel pieno rispetto del nostro assistito, dell’Autorità Giudiziaria nonché della vittima e dei suoi familiari", proseguono i legali.

Briola e Moroni precisano quindi che continueranno a operare "con rigore, riservatezza e piena fiducia nella giustizia", senza intervenire pubblicamente sugli aspetti dell’inchiesta che dovranno trovare accertamento all’interno del procedimento.

La presa di posizione arriva mentre l’indagine coordinata dalla Procura di Imperia prosegue su più fronti. Oldani è detenuto nel carcere di Valle Armea dopo il fermo eseguito dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo e dal Nucleo Investigativo di Imperia a meno di ventiquattro ore dal ritrovamento del corpo della madre.

Il giovane ha respinto ogni accusa, negando il proprio coinvolgimento nella morte di Lorella Capano e, secondo quanto emerso, anche l’esistenza di una discussione con la madre nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo. Una versione che dovrà essere valutata insieme agli elementi raccolti dagli investigatori e che domani potrà essere nuovamente affrontata davanti al giudice nel corso dell’interrogatorio di convalida.

L’appello conclusivo dei due avvocati è rivolto agli organi di informazione. "Rivolgiamo un invito a tutti gli operatori dell’informazione affinché la cronaca sia esercitata con misura, correttezza, decoro, umanità e rispetto della dignità e dei sentimenti di tutte le persone coinvolte".

Domani mattina l’inchiesta vivrà quindi il suo primo importante passaggio davanti al giudice. Alle 11.30, al Tribunale di Imperia, si terrà l’interrogatorio di convalida del fermo di Filippo Oldani. La difesa ha scelto di arrivare all’appuntamento senza anticipare pubblicamente la propria strategia: nessun processo mediatico e nessuna dichiarazione nel merito dei fatti, con il confronto destinato a rimanere, almeno per il momento, esclusivamente nelle aule di giustizia.

Andrea Musacchio

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