Cronaca - 08 luglio 2026, 16:08

Omicidio di via Hope, il 20enne respinge ogni accusa: "Non ho ucciso mia madre". Forse venerdì l'interrogatorio di convalida

Questa mattina gli avvocati Alessandro Moroni e Giovanni Briola hanno incontrato il giovane Filippo Oldani

Omicidio di via Hope, il 20enne respinge ogni accusa: "Non ho ucciso mia madre". Forse venerdì l'interrogatorio di convalida

Filippo Oldani continua a respingere ogni accusa. Il ventenne fermato dai Carabinieri con l'accusa di aver ucciso la madre, Lorella Capano, la 58enne trovata senza vita nella notte tra domenica e lunedì nell'appartamento di famiglia di via Hope a Sanremo, avrebbe negato con decisione ogni coinvolgimento nella morte della donna. Nel corso dell'interrogatorio sostenuto davanti agli investigatori il giovane avrebbe ribadito di non essere l'autore dell'omicidio e avrebbe inoltre escluso che, nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo, vi sia stata una discussione con la madre. Una versione che si contrappone agli elementi raccolti finora dagli inquirenti e che sarà ora oggetto di ulteriori verifiche nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia.

Il giovane avrebbe quindi smentito anche uno degli aspetti emersi nelle prime fasi investigative, ovvero la testimonianza di una persona che avrebbe riferito di aver udito un'accesa lite provenire dall'abitazione durante la serata. Gli investigatori considerano quel racconto uno degli elementi confluiti nel quadro indiziario che ha portato al fermo del ventenne, insieme alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, alle presunte contraddizioni riscontrate nelle dichiarazioni rese dal ragazzo e ai segni presenti sul suo corpo, ritenuti compatibili con una colluttazione e valutati insieme alle lesioni rilevate sulla vittima. Tutti elementi che saranno ora sottoposti al vaglio dell'autorità giudiziaria nel prosieguo delle indagini.

Il fermo è arrivato a meno di ventiquattro ore dal ritrovamento del corpo di Lorella Capano. Era stato lo stesso Filippo Oldani a contattare il numero unico di emergenza 112, spiegando di essere rientrato a casa dopo una cena fuori e di non riuscire a mettersi in contatto con la madre, che avrebbe dovuto aprirgli la porta dell'abitazione. Una volta entrati nell'alloggio, i soccorritori avevano trovato la donna ormai priva di vita. I primi accertamenti avevano evidenziato segni sul collo, sul viso e sulle braccia, ritenuti compatibili con una morte violenta, facendo immediatamente scattare le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sanremo e del Nucleo Investigativo di Imperia.

Questa mattina gli avvocati del 20enne, il sanremese Alessandro Moroni e il milanese Giovanni Briola sono andati in carcere, in Valle Armea, per ascoltare il loro cliente. Non trapela nulla dal colloquio, anche se ovviamente i due legali lo hanno trovato ovviamente molto triste. 

L'inchiesta prosegue ora su più fronti. Gli investigatori stanno completando gli accertamenti sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sui reperti sequestrati durante i sopralluoghi e sul materiale recuperato anche nelle pertinenze del condominio di via Hope, dove nei bidoni della raccolta differenziata sono stati sequestrati due sacchetti destinati ad ulteriori analisi. Fondamentale sarà anche l'esito dell'autopsia, che dovrà chiarire con precisione la causa della morte e fornire elementi utili per ricostruire la dinamica dell'aggressione e il contesto nel quale sarebbe maturato il delitto.

Il prossimo passaggio dell'inchiesta è ora atteso davanti al giudice. L'interrogatorio di convalida del fermo dovrebbe svolgersi nella giornata di venerdì, quando il ventenne avrà nuovamente la possibilità di fornire la propria versione dei fatti davanti all'autorità giudiziaria. Sarà quella una tappa importante per valutare il quadro indiziario raccolto dalla Procura e dagli investigatori, mentre le attività investigative continueranno parallelamente per chiarire tutti gli aspetti ancora irrisolti della vicenda, compreso il possibile movente dell'omicidio.

Carlo Alessi

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