Il SIULP di Imperia lancia un duro allarme sulle conseguenze organizzative della Task force immigrazione attiva tra Imperia e Ventimiglia. In un comunicato diffuso oggi, il sindacato esprime forti perplessità rispetto ai risultati annunciati nei giorni scorsi – 14 rimpatri immediati e 22 trattenimenti nei CPR nel solo mese di giugno – sostenendo che il prezzo pagato dalla Questura sarebbe un progressivo impoverimento degli altri servizi essenziali garantiti alla cittadinanza.
Secondo il SIULP, infatti, l'impiego quotidiano di numerosi poliziotti negli accompagnamenti verso i Centri di permanenza per il rimpatrio, distribuiti su tutto il territorio nazionale, starebbe provocando una situazione di forte sofferenza negli uffici e nei servizi operativi della provincia. Il sindacato parla apertamente del rischio di un "collasso" dell'apparato provinciale della Polizia di Stato, denunciando una cronica carenza di personale aggravata dalla concentrazione delle risorse sulla sola attività di rimpatrio.
«Il vero bilancio si vedrà quando sarà ora di fare i conti con l'assoluta desertificazione del controllo del territorio», afferma il SIULP, sostenendo che la cittadinanza debba essere consapevole del rischio che, in determinate circostanze, una richiesta di intervento al 112 possa non ricevere una risposta immediata perché le pattuglie sono impegnate nelle attività legate alla task force. Tra gli aspetti evidenziati dal sindacato vi è anche la riduzione delle volanti operative. Secondo il comunicato, rispetto alle due pattuglie normalmente previste per turno, sempre più frequentemente ne sarebbe disponibile una sola e, nel mese di giugno, si sarebbero verificati anche giorni senza alcuna volante sul territorio di Imperia e, in alcune circostanze, anche su quello di Sanremo.
Il SIULP richiama inoltre il recente caso, finito all'attenzione dell'opinione pubblica, di una famiglia del territorio costretta a tornare più volte all'Ufficio Immigrazione della Questura per ottenere il permesso di soggiorno della figlia neonata prima di un viaggio in Egitto. Un episodio che, secondo il sindacato, rappresenterebbe le difficoltà in cui versano gli uffici aperti al pubblico. Nel mirino finiscono anche gli organici della Polizia di Frontiera, definita il primo anello della filiera dei rimpatri. Il SIULP sostiene che, a fronte dell'aumento delle attività richieste, non siano stati assegnati rinforzi né temporanei né strutturali, con conseguente aggravio dei carichi di lavoro.
Pur ribadendo di essere favorevole alle attività di rimpatrio, il sindacato sottolinea che queste dovrebbero essere accompagnate da un adeguato rafforzamento degli organici e delle dotazioni tecnico-logistiche, così da evitare ricadute sul controllo del territorio, sull'ordine pubblico e sui servizi ai cittadini, come quelli dedicati a passaporti e immigrazione. «La fiducia non nasce dagli annunci, ma dalla presenza sul territorio, dalla disponibilità e dalla capacità di garantire un servizio continuo ed efficace», conclude il SIULP, che chiede un intervento per assicurare risorse adeguate e mantenere elevato il livello di sicurezza e di efficienza della Polizia di Stato nella provincia di Imperia.





