C'è anche Imperia tra i capoluoghi italiani che superano il 65% di raccolta differenziata, ma il quadro complessivo della Liguria continua a essere poco incoraggiante. È quanto emerge dal dossier "Comuni Ricicloni 2026" di Legambiente, che fotografa lo stato della gestione dei rifiuti urbani in Italia.
Il capoluogo ponentino registra una raccolta differenziata del 65,9%, centrando così l'obiettivo fissato dalla normativa nazionale. Tuttavia il dato non basta per entrare tra i Comuni "Rifiuti Free", riconoscimento riservato agli enti che, oltre a superare il 65% di differenziata, producono meno di 75 chilogrammi pro capite all'anno di rifiuto secco residuo. Imperia si attesta infatti a 151,5 chilogrammi per abitante, più del doppio della soglia richiesta.
Il dossier evidenzia come la Liguria sia una delle regioni con le performance peggiori: su 234 Comuni, soltanto tre rientrano tra i "Rifiuti Free", pari appena all'1,3% del totale. Anche il numero di cittadini che vivono in questi comuni virtuosi è estremamente contenuto: 13.557 residenti, appena lo 0,9% della popolazione regionale. Rispetto all'anno precedente il dato è persino in calo.
Tra i vincitori regionali figurano soltanto Pieve Ligure, nella categoria dei comuni sotto i 5 mila abitanti, e Luni, tra quelli compresi fra 5 mila e 15 mila residenti. Nessun comune ligure viene premiato nelle categorie dei centri oltre i 15 mila abitanti o dei capoluoghi di provincia.
A livello nazionale, invece, il dossier registra segnali positivi. I Comuni "Rifiuti Free" salgono a 675, dodici in più rispetto allo scorso anno, mentre i cittadini che vivono in queste realtà superano i 4 milioni, con un incremento di oltre 370 mila persone. "Si sono aggiunte realtà di una certa dimensione", sottolinea Legambiente nella premessa del rapporto, evidenziando come il modello dei comuni virtuosi stia coinvolgendo territori sempre più popolosi.
Per il Ponente ligure il dato di Imperia rappresenta comunque un segnale incoraggiante sul fronte della raccolta differenziata, ma il dossier conferma che il territorio è ancora distante dagli standard delle regioni più virtuose. La sfida, sottolinea Legambiente, non è soltanto aumentare la percentuale di raccolta differenziata, ma soprattutto ridurre drasticamente la quantità di rifiuto indifferenziato prodotto da ogni cittadino, parametro che fa la differenza nell'accesso al club dei Comuni "Rifiuti Free".















