Le indagini sull’esplosione avvenuta il 29 giugno davanti all’abitazione di Vadim Ermolaev registrano una svolta significativa. Dopo l’analisi delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza tra Monaco e Beausoleil, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su una donna ritenuta la principale sospettata dell’attentato. Già nelle prime ore successive all’esame dei filmati, effettuato nella serata di lunedì 29 giugno, alcuni elementi relativi all’aspetto fisico e all’abbigliamento della persona ripresa avevano suscitato dubbi tra gli inquirenti. Nella giornata successiva ha quindi preso consistenza l’ipotesi che l’autrice dell’azione potesse essere una donna che aveva cercato di mascherare la propria identità.
Secondo quanto emerso dalle verifiche investigative, la sospettata avrebbe effettuato un sopralluogo nell’area già il 26 giugno. Le telecamere l’avrebbero immortalata mentre percorreva in auto la rotatoria Révérend-Père-Louis-Frolla, il luogo dove tre giorni più tardi si sarebbe verificata l’esplosione, alle 20.58. Le informazioni raccolte descrivono la donna come bionda, sulla trentina e probabilmente originaria dell’Europa orientale. Gli accertamenti avrebbero inoltre rivelato che circa due settimane prima dell’attentato si era presentata presso il commissariato di Beausoleil per recuperare un veicolo sequestrato a Mentone. Gli investigatori francesi sarebbero riusciti a ottenere le immagini registrate all’ingresso della stazione di polizia. In quell’occasione, la donna avrebbe utilizzato una falsa identità, nel tentativo di non lasciare elementi utili al suo riconoscimento.
Le telecamere di sorveglianza hanno poi consentito di ricostruire parte dei suoi spostamenti il giorno dell’attentato. La sospettata sarebbe stata ripresa intorno alle 19.40 nei pressi della rotatoria Frolla, oltre un’ora prima dell’esplosione. Successivamente sarebbe stata vista seduta su una panchina nelle vicinanze di Place des Moulins. Il lavoro degli specialisti della polizia scientifica si è concentrato proprio sui luoghi attraversati dalla donna. Panchine, transenne e altre strutture urbane sono state isolate per consentire la ricerca di eventuali impronte digitali o tracce biologiche utili all’identificazione. Parallelamente, gli investigatori hanno effettuato accurati controlli anche nell’area della Staircase de la Noix, a Beausoleil, dove le sue tracce si erano interrotte la sera dell’esplosione.
Le autorità ritengono ora che la ricercata possa essersi rifugiata in Germania. Per questo motivo è stato emesso un mandato di arresto internazionale ed è stata attivata una Notifica Rossa Interpol. In una nota ufficiale, il vice procuratore generale del Principato ha sottolineato “la qualità del lavoro svolto dalla Divisione di Polizia Giudiziaria e la rapidità della cooperazione internazionale, sia sul piano di polizia sia su quello giudiziario, che hanno consentito di individuare il presunto responsabile in tempi particolarmente rapidi”. La magistratura monegasca ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio, collocamento di un ordigno esplosivo in luogo pubblico con finalità criminose e associazione a delinquere. Il fascicolo è stato affidato a tre giudici istruttori, chiamati a coordinare le prossime fasi dell’indagine.














