Ha un nome e un volto la donna ritenuta la principale sospettata dell'attentato con ordigno esplosivo avvenuto lunedì sera a Monaco. Le autorità hanno infatti identificato Anastasiia Berezovska, cittadina ucraina residente in Germania, destinataria di un mandato di cattura internazionale emesso dall'Interpol su richiesta della magistratura del Principato. Secondo quanto emerge dalla documentazione diffusa dagli investigatori, la donna è considerata "pericolosa" ed è ora ricercata da tutte le forze di polizia aderenti all'organizzazione internazionale.
Le indagini hanno consentito di attribuire un'identità alla sospettata dopo che, nei giorni precedenti all'attentato, si sarebbe presentata utilizzando una falsa identità per recuperare un'autovettura custodita in un deposito giudiziario. Berezovska, nata in Ucraina il 26 giugno 1987, risulta parlare tedesco e, secondo gli accertamenti, viveva a Hofheim, in Germania, all'interno di un centro per richiedenti asilo, dove era stata registrata come rifugiata di guerra nell'ottobre del 2022. Per agevolarne la cattura, l'Interpol ha diffuso una descrizione dettagliata. La donna viene indicata come di corporatura robusta, con capelli scuri e un tatuaggio ben visibile sul braccio destro, raffigurante presumibilmente un serpente, che si estende dalla spalla fino al gomito. Gli investigatori ritengono inoltre che la Germania possa rappresentare il Paese verso il quale avrebbe cercato di dirigersi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera dell'attentato la sospettata avrebbe lasciato un pacco nell'atrio di un edificio residenziale situato nei pressi del confine francese. Poco dopo si è verificata l'esplosione dell'ordigno, che ha ferito tre persone: una coppia e un ragazzo di 13 anni che stavano rientrando a casa. Le indagini hanno inoltre ricostruito che la donna avrebbe effettuato un sopralluogo nella zona già il 26 giugno. Alcune immagini di videosorveglianza la mostrerebbero mentre percorre in auto l'area della rotonda Révérend-Père-Louis-Frolla, a poca distanza dal luogo in cui l'esplosivo è detonata tre giorni più tardi. L'automobile utilizzata per gli spostamenti, con targa tedesca, avrebbe attraversato l'Italia subito dopo l'attentato prima di essere ritrovata abbandonata in un parcheggio di Francoforte. All'interno del veicolo sarebbero stati rinvenuti effetti personali riconducibili alla sospettata.
Gli investigatori hanno inoltre collegato alla donna una linea telefonica tedesca utilizzata per il noleggio dell'auto impiegata durante la fuga. Il numero risulterebbe formalmente intestato a un cittadino ucraino. Nel provvedimento dell'Interpol si legge che "le prove convergenti suggeriscono il coinvolgimento della signora Berezovska come autrice dell'attentato". L'inchiesta, coordinata da tre giudici istruttori del Principato di Monaco insieme alla polizia giudiziaria francese, prosegue con l'ipotesi di tentato omicidio, mentre i tre feriti restano ricoverati in ospedale a Nizza.





