Cronaca - 02 luglio 2026, 08:13

Attentato a Monaco, la Costa Azzurra vive giorni di paura: la donna ferita resta in condizioni critiche, massima allerta anche a Nizza

Ieri all'aeroporto di Nizza si sono registrati numerosi ritardi dopo il ritrovamento di diversi bagagli sospetti

Attentato a Monaco, la Costa Azzurra vive giorni di paura: la donna ferita resta in condizioni critiche, massima allerta anche a Nizza

L'attentato con il pacco bomba avvenuto lunedì sera nel Principato di Monaco continua a scuotere non soltanto il piccolo Stato, ma l'intera Costa Azzurra, dove il livello di attenzione delle forze di sicurezza resta altissimo. Il bilancio dell'esplosione è di tre feriti, ma è Anna Nasobina, 46 anni, a versare nelle condizioni più gravi. La donna, considerata la principale vittima dell'attentato, è ricoverata all'ospedale Pasteur di Nizza dopo essere stata trasportata d'urgenza in condizioni critiche. A causa della violenza dell'esplosione ha subito l'amputazione di entrambe le gambe, mentre la sua prognosi rimane riservata e le sue condizioni vengono definite ancora instabili.

Secondo quanto emerso, Anna Nasobina vive nel Regno Unito ed è indicata come la compagna dell'imprenditore ucraino Vadim Ermolaev, ritenuto dagli investigatori il possibile obiettivo dell'attentato. Con lui ha un figlio di 13 anni, anch'egli rimasto ferito nell'esplosione. Ermolaev, tuttavia, risulta sposato e padre di quattro figli; la moglie ha dichiarato alla stampa ucraina di non trovarsi con il marito a Monaco al momento dei fatti. Originaria di Dnipro, Nasobina è figlia di un ex vice procuratore della regione ucraina. Dal 2023 figura tra i soci di una società britannica che offre servizi di assistenza fiscale ai non residenti. In passato è stata inoltre tra i fondatori di un esclusivo club privato londinese che organizza eventi culturali e mondani frequentati dalla diaspora russa e ucraina.

L'indagine accelera

L'inchiesta della Procura generale del Principato procede con il supporto delle autorità francesi. Il fascicolo è aperto per tentato omicidio e collocamento di ordigni esplosivi in luogo pubblico, reati che a Monaco possono comportare la pena dell'ergastolo. Nelle ultime ore un cittadino straniero è stato fermato per accertamenti, ma successivamente rilasciato. Gli investigatori continuano ad analizzare il luogo dell'esplosione, i reperti raccolti e tutte le tracce biologiche e tecnologiche che potrebbero condurre all'autore dell'attacco. Secondo le prime ricostruzioni, il responsabile avrebbe atteso la vittima per circa un'ora prima di piazzare il pacco esplosivo all'ingresso del palazzo. Dopo la detonazione si sarebbe allontanato a piedi in direzione di Beausoleil, facendo perdere le proprie tracce. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni elemento utile: dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza ai dati di telefonia mobile, fino ad eventuali tracce biologiche che potrebbero essere state lasciate durante l'attesa. Nel frattempo è già stato ascoltato il figlio tredicenne della coppia, mentre Anna Nasobina non è ancora in condizioni tali da poter essere interrogata.

La paura si estende alla Costa Azzurra

L'attentato ha avuto ripercussioni ben oltre i confini del Principato. Il clima di allerta si è infatti esteso all'intera Costa Azzurra, dove nelle ultime ore sono stati intensificati i controlli in aeroporti, stazioni e luoghi pubblici. Proprio ieri all'aeroporto di Nizza si sono registrati numerosi ritardi dopo il ritrovamento di diversi bagagli sospetti. In alcuni casi è stato necessario l'intervento degli artificieri, che hanno provveduto a far brillare in sicurezza alcuni colli abbandonati seguendo i protocolli previsti in situazioni di potenziale rischio. Gli episodi, pur non essendo stati collegati direttamente all'attentato di Monaco, hanno contribuito ad alimentare la tensione tra residenti e turisti. Le autorità continuano a invitare alla prudenza, mentre la presenza delle forze dell'ordine è stata rafforzata in tutta l'area tra Monaco, Beausoleil e Nizza.

Un attentato dal modus operandi insolito

Gli investigatori definiscono particolarmente insolito il metodo utilizzato. L'impiego di un ordigno esplosivo in un contesto urbano rappresenta infatti un'azione rara nell'Europa occidentale e richiama modalità operative più frequentemente osservate negli ultimi anni nell'ambito di regolamenti di conti o operazioni mirate legate al conflitto tra Russia e Ucraina. Al momento, tuttavia, nessuna pista viene esclusa. Gli inquirenti stanno verificando ogni possibile movente e ogni collegamento, senza trarre conclusioni premature, nella convinzione che proprio l'analisi scientifica dei reperti e delle tracce raccolte possa rivelarsi decisiva per identificare il responsabile.

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