Sanremo Ospedaletti - 01 luglio 2026, 19:17

Omicidio di Ceriana, il Gip: “Gravi indizi contro Olivieri”. Tra i motivi anche "il timore di perdere casa e sostegno economico"

Depositate le motivazioni dell'ordinanza del Gip Anna Bonsignorio. Contestato l'omicidio volontario aggravato. Decisive la confessione dell'uomo, le testimonianze raccolte dai Carabinieri e il rischio di reiterazione del reato e di fuga

Omicidio di Ceriana, il Gip: “Gravi indizi contro Olivieri”. Tra i motivi anche "il timore di perdere casa e sostegno economico"

Emergono nuovi e importanti dettagli sull'omicidio di Mary Elizabeth Hopkins, avvenuto a Ceriana, dopo il deposito delle motivazioni con cui il Gip del Tribunale di Imperia, Anna Bonsignorio, ha convalidato il fermo di Becken Fricot Olivieri e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

All'uomo viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato ai sensi degli articoli 575 e 577, comma 1, n. 1 del Codice penale, aggravante legata alla stabile relazione affettiva con la vittima.

La confessione ai Carabinieri: "Ho ucciso la mia ragazza". Secondo quanto ricostruito nell'ordinanza, tutto prende avvio nel pomeriggio del 27 giugno, quando Olivieri si presenta spontaneamente al Comando dei Carabinieri di Sanremo.

Sono circa le 15 quando, in lacrime, pronuncia poche parole: "Ho ucciso la mia ragazza". Ai militari racconta di aver soffocato la compagna nella loro abitazione di Ceriana al culmine di un litigio avvenuto la sera precedente. Spiega di essere rimasto accanto al corpo per tutta la notte e, soltanto la mattina successiva, di aver preso un autobus per raggiungere Sanremo e costituirsi.

L'uomo consegna anche le chiavi dell'abitazione. Una volta entrati nell'appartamento, i Carabinieri trovano effettivamente il corpo senza vita di Mary Elizabeth Hopkins, adagiato sul letto e coperto da un cuscino e dalle lenzuola. I primi accertamenti del medico legale collocano il decesso a circa ventiquattro ore prima del ritrovamento.

Il tentativo di suicidio dopo il fermo. L'ordinanza dà conto anche di quanto avvenuto nelle ore successive al fermo. Secondo il Gip, Olivieri avrebbe tentato il suicidio procurandosi alcuni tagli ai polsi, circostanza che ha poi portato al suo trasferimento all'ospedale di Imperia, dove si è svolta l'udienza di convalida.

Nei giorni scorsi, tuttavia, i difensori Marco Noto e Ambra Marchese avevano precisato che i segni di autolesionismo risalivano al giorno dei fatti e non erano riconducibili a un gesto compiuto durante la permanenza in carcere.

La versione dell'indagato non convince il giudice. Nel corso dell'interrogatorio davanti al Gip, Olivieri ha fornito una propria ricostruzione dell'accaduto. Secondo quanto riferito, il litigio sarebbe nato da una serie di motivi, tra cui reciproche gelosie e il sospetto di un tradimento della compagna, che l'uomo avrebbe scoperto poco prima.

L'indagato ha inoltre raccontato di aver simulato un tentativo di darsi fuoco all'esterno dell'abitazione per richiamare l'attenzione della donna, prima di rientrare in casa. Una versione che, però, il Gip definisce non credibile e che non trova riscontro negli elementi raccolti nel corso delle indagini.

Un ruolo centrale nelle motivazioni dell'ordinanza è affidato anche alle testimonianze raccolte dai Carabinieri tra persone vicine alla coppia. Secondo quanto emerge, il rapporto tra Olivieri e Mary Elizabeth Hopkins sarebbe stato caratterizzato da tensioni che andavano avanti da tempo.

Diversi testimoni hanno raccontato che la donna, cittadina statunitense che trascorreva alcuni mesi all'anno a Ceriana, lamentava il fatto che il compagno non contribuisse alle spese domestiche.

Tra gli elementi emersi figurano anche contrasti nella gestione dei cani della coppia, dopo che uno degli animali aveva aggredito il cane di un vicino. Ancora più significativo, secondo il giudice, è quanto riferito da alcune persone sentite dagli investigatori: la vittima avrebbe confidato di voler interrompere la relazione.

Un altro testimone ha raccontato che già nel mese di marzo Hopkins era intenzionata a lasciare Olivieri dopo aver perso fiducia in lui, anche per questioni economiche legate ad alcuni lavori domestici che l'uomo avrebbe dovuto eseguire utilizzando denaro affidatogli dalla compagna.

Per il Gip, proprio questo rappresenta uno dei punti centrali della vicenda. Secondo l'ordinanza, l'omicidio sarebbe verosimilmente maturato come una violenta reazione alla decisione della donna di interrompere la relazione, scelta che avrebbe comportato per Olivieri anche la perdita dell'abitazione e del sostegno economico garantito dalla compagna.

Una ricostruzione che, secondo il giudice, trova riscontro nel quadro indiziario raccolto fino a questo momento.

Perché il Gip ha disposto il carcere. Nel motivare la misura cautelare, il Gip evidenzia la sussistenza sia dei gravi indizi di colpevolezza sia delle esigenze cautelari previste dal codice di procedura penale.

Da un lato viene richiamato il pericolo di reiterazione del reato, desunto dalla "gravità e dalla ferocia dell'azione omicida", ritenute indicative di un'elevata pericolosità sociale dell'indagato.

Dall'altro viene ravvisato anche il pericolo di fuga. Pur essendosi costituito spontaneamente, Olivieri viene descritto come privo di una propria abitazione e, secondo il Gip, potrebbe rendersi irreperibile una volta pienamente consapevole delle conseguenze penali derivanti dall'accusa nei suoi confronti.

Nei prossimi giorni un ulteriore tassello dell'inchiesta arriverà dall'autopsia sul corpo di Mary Elizabeth Hopkins, chiamata a chiarire in modo definitivo le cause della morte e la dinamica dell'omicidio.

Andrea Musacchio

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