Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato l’Ordine del Giorno sottoscritto da tuttti i gruppi e anche dai consiglieri Veronica Russo, Chiara Cerri, Armando Biasi e Walter Sorriento in merito all’entrata in vigore delle nuove disposizioni europee che, dal 1° luglio 2026, estendono l’obbligo del tachigrafo intelligente di seconda generazione anche ai veicoli commerciali leggeri adibiti al trasporto internazionale di merci con massa compresa tra 2,5 e 3,5 tonnellate.
L’Ordine del Giorno impegna il Presidente della Giunta e l’Assessore competente ad attivarsi nei confronti del Governo, delle istituzioni europee e delle autorità francesi affinché venga concessa una proroga dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni o, in alternativa, un congruo periodo transitorio senza l’applicazione di sanzioni. Inoltre, chiede di sostenere le imprese nel reperimento della strumentazione necessaria e nel completamento degli adeguamenti richiesti, garantendo al contempo un quadro normativo chiaro e uniforme.
“Con l’approvazione di questo Ordine del Giorno il Consiglio regionale ha voluto dare un segnale concreto di vicinanza alle imprese liguri che operano quotidianamente oltreconfine e che rischiano di subire pesanti ripercussioni a causa dei tempi estremamente ridotti per adeguarsi alla nuova normativa e delle difficoltà nel reperire i dispositivi necessari”, dichiarano i consiglieri Veronica Russo, Chiara Cerri, Armando Biasi e Walter Sorriento.
“Istituzioni e categorie economiche avevano già evidenziato le criticità di questa situazione e desideriamo sottolineare come l’Assessore regionale Marco Scajola si fosse già attivato tempestivamente per affrontare la problematica, avviando interlocuzioni con il Governo e gli enti competenti. L’approvazione di questo Ordine del Giorno rafforza questo percorso e rappresenta un ulteriore sostegno all’azione già intrapresa dalla Regione.”
“Il nostro obiettivo è tutelare le imprese liguri, evitare che vengano penalizzate da un’applicazione immediata delle nuove disposizioni e garantire un periodo di transizione adeguato che consenta loro di operare nel rispetto delle regole senza subire ingiustificate conseguenze economiche”, concludono Russo, Cerri, Biasi e Sorriento.





