Cronaca - 29 giugno 2026, 20:01

Dolore e riflessione sulla sanità imperiese: una testimonianza riaccende il dibattito sulle priorità degli ospedali

Dopo la perdita della madre, Christian Occelli invita a concentrare gli investimenti sul rafforzamento degli ospedali esistenti e del personale sanitario, anziché esclusivamente sul futuro Ospedale Unico

Dolore e riflessione sulla sanità imperiese: una testimonianza riaccende il dibattito sulle priorità degli ospedali

Una testimonianza personale che si trasforma in una riflessione sullo stato della sanità pubblica del Ponente ligure. È quella affidata da Christian Occelli, che ha deciso di condividere pubblicamente la propria esperienza dopo la scomparsa della madre, con l'obiettivo di riportare l'attenzione sulle difficoltà che, quotidianamente, interessano i Pronto Soccorso della provincia.

Nel suo intervento, Occelli racconta che la madre era stata trasportata in ambulanza al Pronto Soccorso dell'ospedale di Sanremo nelle prime ore della mattinata. "Le prime informazioni sulle sue condizioni sono arrivate soltanto molte ore dopo", scrive, spiegando che, nel corso della notte successiva, la donna è purtroppo deceduta. L'autore della lettera tiene però a precisare di non voler attribuire responsabilità ai singoli operatori sanitari. "Il problema non sono i medici, gli infermieri o gli OSS, ma un sistema che li costringe a lavorare con organici ridotti e sotto una pressione continua", osserva, sottolineando come il personale sia chiamato a operare in condizioni particolarmente complesse, aggravate dall'aumento degli accessi durante il periodo estivo.

Secondo Occelli, le criticità riguardano l'intera rete ospedaliera provinciale e si riflettono sui tempi di attesa e sulla difficoltà di garantire risposte tempestive ai pazienti. Un quadro che, a suo giudizio, meriterebbe interventi immediati. Nella riflessione trova spazio anche il tema del futuro Ospedale Unico di Taggia. Pur riconoscendo l'importanza della programmazione a lungo termine, Occelli si chiede se "non sia prioritario investire fin da subito nel potenziamento delle strutture esistenti e soprattutto del personale sanitario", ritenendo che questa rappresenti la risposta più urgente alle esigenze del territorio.

La testimonianza si conclude con un auspicio: che il dolore personale possa contribuire ad alimentare un confronto costruttivo sul futuro della sanità pubblica locale e sulle scelte necessarie per garantire servizi sempre più efficaci ai cittadini.

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