C’è chi viaggia per vedere luoghi nuovi e chi, invece, parte per ritrovare sé stesso. Per la sanremese Rosalia Ciancia, la bicicletta è molto più di un semplice mezzo di trasporto: è uno strumento di libertà, di scoperta e di crescita interiore. Ogni pedalata diventa un passo verso qualcosa di più profondo, un cammino dell’anima che attraversa paesaggi, culture e paure. Nata e cresciuta a Sanremo, Rosalia ha trasformato la passione per la bicicletta in una filosofia di vita.
Cosa ti ha spinto a iniziare questa avventura sulle strade d’Europa in bicicletta? Che cosa provi quando viaggi su due ruote? Tutto ebbe inizio con il Cammino di Santiago del Nord che, per mancanza di tempo, decisi di percorrere in bicicletta. La serenità e la crescita spirituale che provai durante quell’esperienza mi spinsero a intraprendere anche altri cammini: il Cammino Portoghese, la Via Francigena e molti altri. Da allora, ogni mio viaggio in bicicletta è diventato un vero e proprio cammino, non solo geografico ma anche interiore. Tra le esperienze più significative che ho vissuto ci sono sicuramente le quattro traversate da Sanremo a Barcellona, il giro della Sicilia, la Basilicata Coast to Coast e i numerosi viaggi nel Nord Europa.
Nei tuoi viaggi hai vissuto esperienze straordinarie, ma anche momenti difficili. C’è un episodio che ricordi con particolare emozione? E, viaggiando spesso da sola, non hai mai paura? Viaggiare in bicicletta mi ha insegnato soprattutto ad affrontare e vincere la paura. La paura è un’emozione naturale e spesso è utile, perché ci rende prudenti e consapevoli. Ma ogni volta che riesco a superarla ne esco più forte. Per questo i miei viaggi non sono importanti solo per il corpo e per la mente, ma soprattutto per l’anima. Porto con me ricordi indimenticabili. Come i 100 chilometri percorsi sotto una pioggia incessante durante uno dei miei viaggi da Sanremo a Barcellona, affrontati con una serenità che non pensavo di avere. Oppure il viaggio in Andalusia, da Malaga a Granada, quando dopo una lunga giornata sui monti non riuscivo a trovare un posto dove dormire e un barista mi accompagnò in un piccolo paese dove trovai ospitalità. Ricordo anche il giro della Sicilia, con mio cugino che mi aspettava all’angolo della strada con una granita fresca, o l’emozione di essere accompagnata dalle Guardie Svizzere davanti alle tombe dei Santi Pietro e Paolo. Sono episodi molto diversi tra loro, ma hanno tutti qualcosa in comune: mi ricordano che quando si viaggia da soli non si è mai davvero soli e che il mondo, molto spesso, sa sorprenderti con la sua umanità. Potrei raccontarne decine di altri, ma per quelli forse servirà un libro.
Il prossimo viaggio è ormai alle porte: dove ti porterà questa nuova avventura? Il mio prossimo viaggio sarà lungo la ciclabile del Danubio, uno degli itinerari più affascinanti d’Europa. Partirò a luglio e percorrerò circa 700 chilometri attraversando quattro Paesi: Germania, Austria, Slovacchia e Ungheria. Sarà un viaggio particolarmente importante per me perché sarà il primo dopo l’intervento al polmone che ho affrontato negli ultimi mesi. Fin dall’inizio ho preso una decisione: non permettere alla paura di fermarmi. Ho scelto di continuare a vivere, a sognare e a pedalare con lo stesso entusiasmo di sempre. Sarà un viaggio all’insegna della scoperta, della natura e dell’incontro con culture diverse, ma anche un viaggio simbolico, che rappresenta la volontà di andare avanti e di affrontare ogni sfida con coraggio e determinazione. Chi vorrà seguirmi potrà farlo sui miei canali Facebook e Instagram, attraverso la pagina “Bicigrina Rosi”, dove racconterò questa nuova avventura giorno dopo giorno.
Tu percorri spesso la Ciclabile Ligure. Che giudizio ne dai? La Ciclabile Ligure è un vero gioiello. Ogni volta che la imbocco mi sento libera, come se fossi già in vacanza. Il mare, i panorami e la possibilità di pedalare in totale tranquillità la rendono un’esperienza unica. Per chi, come me, ama il mare, è semplicemente il posto perfetto.
Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso la bicicletta? Per me pedalare è il modo migliore per entrare in contatto con sé stessi attraverso il movimento e la natura. È una ricerca leggera ma intensa, un modo per ritrovarsi e riconnettersi con ciò che conta davvero: l’essenziale della vita.








