Ventimiglia ospita il 5° Congresso nazionale della UIL Frontalieri intitolato “Stessi doveri, diritti diversi”. Un momento di confronto, svoltosi oggi al Forte dell'Annunziata, sul lavoro frontaliero, spesso invisibile nonostante la sua rilevanza economico-sociale e, in molti casi, discriminato e soggetto a disparità di trattamento.
Al congresso hanno preso parte i delegati della UIL Frontalieri di Svizzera, San Marino, Croazia, Monaco, Francia, la Presidente Comites Nizza e i sindacati dei vari paesi confinanti con l’Italia, come Francia, Slovenia, San Marino e Svizzera, il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, il presidente del consiglio comunale Roberto Nazzari, il consigliere comunale Roberto Parodi, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo Monsignor Antonio Suetta, l'assessore regionale Marco Scajola, l'assessore regionale Alessandro Piana, il consigliere regionale Armando Biasi, il viceministro Edoardo Rixi, la segretaria generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) Maria Chiara Prodi e il segretario generale Uil Liguria Riccardo Serri.
"Ventimiglia è una città per i frontalieri" - afferma il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro - "La mia amministrazione si è impegnata molto per questa categoria: lavoratori attivi e pensionati. Siamo orgogliosi del lavoro svolto e siamo qui anche per raccogliere nuove proposte cercando di rafforzare una sinergia con gli altri comuni di confine. Noi abbiamo fatto tanto con entusiasmo e determinazione, sia nelle nostre competenze sia cercando di essere proattivi con gli altri enti. Devo ringraziare il consigliere Parodi perché abbiamo istituito una delega specifica nel consiglio comunale, abbiamo creato uno sportello dedicato all'Anagrafe per i certificati in vita, stiamo lavorando con un'altra associazione per un bus privato dedicato per migliorare il trasporto verso la Francia e il Principato di Monaco, stiamo lavorando sul miglioramento del trasporto pubblico locale, stiamo lavorando sul trasporto ferroviario. Questa città ha una storia basata sul rapporto con i lavoratori frontalieri che per noi sono una ricchezza. Tutti insieme, con sindacati, associazioni e la parte legislativa del nostro paese, dobbiamo aiutare i lavoratori italiani ad essere al pari degli altri e soprattutto a livello fiscale. Un'altra sfida che abbiamo lanciato, come città di Ventimiglia, è quella sulla lingua. Non vogliamo essere secondi a nessuno. Vogliamo creare un vero e proprio bilinguismo per dare la possibilità di migliorare la qualità del lavoro dei nostri lavoratori frontalieri. Vogliamo creare un monumento dedicato ai lavoratori frontalieri. C'è un bando aperto, anche la Uil potrà partecipare. Sarebbe per noi motivo di orgoglio lavorare tutti insieme a questo monumento".
"Tutto ciò che è autenticamente umano non può non interessare la Chiesa" - dichiara il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Monsignor Antonio Suetta - "Sono qui per rappresentare la diocesi di Ventimiglia-Sanremo, che è una diocesi di frontiera. Sono molte le collaborazioni pastorali che noi, come chiesa, abbiamo con la diocesi di Nizza e l'arcidiocesi di Monaco. La chiesa è attenta alla questione sociale. Desidero augurare a tutti un lavoro buono e proficuo. Il termine frontiera accentua maggiormente l'aspetto di criticità e di conflitto, il termine confine dice la stessa cosa però la preposizione 'cum' che vuol dire 'insieme'. E' vero che lo stare al confine comporta delle criticità ma le criticità, affrontate umanamente e con il giusto spirito e la retta ragione delle cose su cui la dottrina della chiesa si fonda, possono diventare risorse preziose".
"I lavoratori frontalieri rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro territorio e meritano attenzione, ascolto e strumenti concreti di tutela" – mette in risalto l'assessore regionale ai Rapporti con i lavoratori frontalieri e ai Trasporti Marco Scajola – "In questi anni abbiamo costruito un percorso condiviso con associazioni, sindacati e istituzioni che ha portato risultati importanti, dalla nascita della Consulta regionale ai corsi gratuiti di lingua francese, fino all'apertura dell'angolo transfrontaliero di Ventimiglia. Parallelamente continuiamo a investire sul miglioramento della mobilità oltreconfine, a partire dall’adeguamento elettrico della stazione ferroviaria di Ventimiglia, che consente l’arrivo dei nuovi treni Rock e Pop sul territorio. Prosegue inoltre il dialogo costante con la Région Sud per il potenziamento dei collegamenti transfrontalieri e la valorizzazione della linea Cuneo-Breil-Ventimiglia, anche grazie alla ratifica della convenzione internazionale per la gestione e la manutenzione della tratta. Regione Liguria continuerà a essere al fianco dei frontalieri, con l'obiettivo di rafforzare sempre di più opportunità, servizi e tutele per chi ogni giorno contribuisce alla crescita economica e sociale del nostro territorio. Un ringraziamento va alla UIL Frontalieri per il lavoro quotidiano svolto a tutela dei lavoratori e per aver promosso questo importante momento di confronto e condivisione, fondamentale per continuare a costruire insieme risposte concrete alle esigenze di chi opera oltreconfine".
"Nel 2025 abbiamo fatto una serie di opere per migliorare le infrastrutture utilizzate giornalmente dai frontalieri" - dichiara il viceministro Edoardo Rixi - "Abbiamo chiesto di rivedere il servizio ferroviario, che è importante per i frontalieri sulla linea costiera. Questo vuol dire incrementare la possibilità di utilizzare sistemi, rivedere la ripartizione dei costi, perché altrimenti è ingestibile anche da parte di Regione Liguria, e capire come fare. Andremo a riscrivere degli impegni che erano stati fatti nell'immediato dopoguerra. Vuol dire riaprire il tema di potere contrattare da parte dei ministeri tutta un'altra serie di temi che penso interessi moltissimo a chi lavora oltre frontiera. Più riusciamo ad avere rapporti e a risolvere problemi insieme, più si aprono altri tipi di discorsi che non dipendono dal ministero ma che può essere uno strumento per ricostruire una serie di rapporti per il lavoro transfrontaliero. Le Alpi non più, quindi, come barriera naturale ma come territorio di cerniera. Abbiamo iniziato a parlare di potenziare le linee marittime con la Francia. Abbiamo firmato un importante accordo: trasformare Genova-Marsiglia in un corridoio all'interno di quelli europei, quindi avere la prospettiva di gestire con fondi europei anche questa tratta ferroviaria italiana-francese. Se si sta fermi per trent'anni è difficile quando cambia il mondo offrire servizi migliori. Bisogna aumentare la qualità dei servizi, la possibilità di muoversi e la possibilità di farlo non essendo discriminati da chi invece lavora sul proprio territorio nazionale. Alcuni obiettivi li abbiamo portati avanti. In due anni abbiamo trovato un linguaggio comune con la Francia su cui lavorare per risolvere problemi presenti sul nostro territorio. Per noi è fondamentale discutere da pari e farlo garantendo a tutti, sia ai lavoratori francesi che italiani, gli stessi diritti e la possibilità di muoversi in maniera consona".
Il congresso è stato anche l’occasione per presentare una mappa aggiornata del frontalierato che interessa il territorio italiano in entrata e in uscita. A differenza di altri paesi che sono interessati prevalentemente da flussi solo in entrata (Svizzera) o solo in uscita (Slovenia e Croazia), l’Italia è uno dei paesi europei interessati dal maggior numero di flussi di lavoratori frontalieri, complessivamente otto. Tra flussi in entrata e in uscita, l’Italia è, infatti, protagonista di fenomeni di frontalierato con Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Croazia, Monaco, San Marino e Città del Vaticano. "Sicurezza sociale e vantaggi sociali, fiscalità diretta e vantaggi fiscali, legislazione sul lavoro e accesso al mercato del lavoro sono fondamentali" - dice Pancrazio Raimondo, segretario generale Uil Frontalieri - "Il nostro principale obiettivo sindacale è arrivare allo Statuto dei lavoratori frontalieri, la cui definizione è oggi al centro del Tavolo interministeriale istituito presso il Ministero del Lavoro con MEF, Ministero degli Esteri, sindacati e amministrazioni locali di confine. Il lavoro frontaliero è un fenomeno strutturale per l’Europa e per l’Italia. In Europa i lavoratori frontalieri sono 1,9 milioni, quintuplicati rispetto ai 380.000 stimati nel 1997. In Italia sono circa 130.000 persone coinvolte in otto flussi transfrontalieri con Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Croazia, Monaco, San Marino e Città del Vaticano. Solo al confine con la Svizzera lavorano ogni giorno 92.000 italiani tra Varese, Como, Sondrio, Verbania e Milano. A Monaco e in Francia si recano 7.000 frontalieri liguri, di cui 5.500 a Monaco e 1.500 in Francia. Al confine con San Marino sono 8.200, prevalentemente da Rimini e Pesaro. A questi si aggiungono 1.200 frontalieri in Austria e 1.000 in Vaticano. In entrata, circa 15.000 croati e sloveni lavorano nel Friuli-Venezia Giulia, più 3.000 svizzeri, 1.500 sammarinesi, 1.200 francesi e 1.000 austriaci. Il valore economico è rilevante: i salari versati ai frontalieri italiani ammontano a circa 5 miliardi di euro l’anno, risorse che alimentano consumi e mercato interno. Settori come edilizia, commercio, turismo, sanità, logistica e persino l’orologeria svizzera, prodotta per il 60% da lavoratori non svizzeri, dipendono in modo strutturale da questa manodopera".
UIL è prima nel panorama sindacale italiano ed europeo a costituire una struttura nazionale, la UIL Frontalieri, che organizza tutti i lavoratori frontalieri, in entrata e in uscita. "La Uil Frontalieri chiede al Governo italiano di superare gli ostacoli alla mobilità che penalizzano chi lavora in un Paese e vive in un altro. Serve, dunque, uno Statuto che metta al centro sicurezza sociale, fiscalità e accesso al mercato del lavoro, superando il criterio della residenza che contrasta con il diritto europeo e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia" - sottolinea Pancrazio Raimondo - "Non è più tollerabile che il Tavolo interministeriale, previsto per legge, non venga convocato e reso operativo dal Ministero del Lavoro nonostante le nostre sollecitazioni. Restano aperti nodi gravi: dalla tassa sulla salute illegittima in Svizzera, alla doppia imposizione delle pensioni a San Marino, all’aggiornamento della convenzione con Monaco per l’assistenza sanitaria, fino alla mancata previsione del lavoro frontaliero nelle convenzioni con Slovenia e Croazia che alimenta lavoro sommerso e rischio di doppia tassazione. Anche l’Assegno Unico Universale, introdotto nel 2022, non è stato riconosciuto ai frontalieri residenti all’estero e impiegati in Italia e ha impedito l’integrazione da parte del Paese di lavoro ai frontalieri italiani. Ribadiamo l’impegno a dare voce ai lavoratori invisibili, contrastare il dumping e garantire tutele reali a chi ogni giorno attraversa un confine per costruirsi un futuro, creando ricchezza per i Paesi coinvolti".
Il Mar ha, inoltre, ospitato, per l'evento odierno, le opere “Terre di confine” e “Attraverso” di Nadia Pelà e “Confine” di Saba Najafi, testimonianze artistiche della realtà di frontiera.






























































