Economia - 26 giugno 2026, 07:00

Fiere, sagre e mercatini sulla Riviera di Ponente: come organizzare uno stand all'aperto che funziona davvero

Chi frequenta i mercatini di Bussana la sera d'estate, o ha passato una giornata alla Festa di San Giovanni sul porto di Oneglia, sa bene che dietro ogni stand c'è un lavoro di preparazione che il pubblico non vede.

Fiere, sagre e mercatini sulla Riviera di Ponente: come organizzare uno stand all'aperto che funziona davvero

Si arriva presto, spesso all'alba o poco dopo, si scarica il furgone, si delimita lo spazio assegnato e si ha un tempo limitato per essere operativi prima che la gente cominci ad arrivare. È in quei momenti — con il sole che ancora non scalda e magari un po' di vento da nord — che si capisce quanto conti avere l'attrezzatura giusta.

La Riviera di Ponente è un territorio generoso in questo senso. Tra la provincia di Imperia e il savonese, il calendario degli eventi all'aperto è tra i più densi della Liguria: la Regione certifica ogni anno decine di appuntamenti autentici tra sagre, fiere patronali e mercatini — solo in provincia di Imperia se ne contano ventotto nel 2026. A questi si aggiungono gli eventi non certificati, i mercatini settimanali fissi, le manifestazioni estive sul lungomare, le sagre dell'entroterra come quella del raviolo nei borghi dell'imperiese. Un calendario che per molti operatori significa lavorare da marzo a ottobre senza quasi una pausa, e che ha spinto realtà specializzate come i gazebo per sagre ed eventi Gazebo Ray Bot a sviluppare soluzioni pensate proprio per chi lavora sul campo stagione dopo stagione.

Per chi partecipa a questi eventi con una certa regolarità, prima o poi arriva il momento in cui bisogna fare i conti con lo stand. Non nel senso romantico del termine — il banchetto con la merce disposta con cura — ma nel senso pratico: cosa ci metto sopra, come lo proteggo, quanto tempo mi costa montarlo e smontarlo ogni volta. È una domanda che riguarda tutti: il produttore di olio che porta i suoi vasetti alla fiera di paese, l'artigiano che gira i mercatini dell'entroterra, l'associazione che allestisce lo stand durante la festa patronale del proprio comune.

La risposta più diffusa, nel tempo, è diventata il gazebo pieghevole professionale. Non quello da campeggio che si compra al supermercato e dura una stagione, ma una struttura pensata per chi lo monta e smonta decine di volte all'anno. Sul mercato esistono diversi produttori specializzati e la differenza tra un modello e l'altro si vede soprattutto nel tempo, non al momento dell'acquisto.

Cosa rende davvero utile un gazebo per chi lavora agli eventi della Riviera? La risposta cambia a seconda di chi lo usa, ma ci sono alcune costanti che tornano sempre.

Il montaggio è la prima. Su un lungomare o in una piazza, con gli altri espositori che già stanno allestendo e il pubblico che inizia a girare, non c'è tempo per combattere con i tubi. I modelli professionali più recenti si aprono con un sistema a pantografo che non richiede avvitare niente e porta la struttura da chiusa a operativa in meno di un minuto. Sembra un dettaglio finché non ci si trova a farlo alle sei del mattino con le mani ancora intorpidite.

Il peso e le dimensioni da chiuso vengono subito dopo. Chi gira diversi mercatini ha quasi sempre un furgone, ma lo spazio è quello che è. Un gazebo che entra facilmente nel mezzo, che non richiede due persone per essere caricato e che lascia posto per il resto della merce è un vantaggio concreto, non un optional.

La resistenza agli agenti atmosferici è il terzo elemento. Sul mare il vento è imprevedibile, e anche nelle giornate più belle può alzarsi nel pomeriggio. Un telo che impermeabilizza davvero — non uno che lascia passare l'acqua alla prima pioggia intensa — e una struttura che non oscilla fastidiosamente proteggono la merce e, soprattutto, trasmettono un'impressione di professionalità a chi si avvicina allo stand. Per chi lavora in contesti particolarmente esposti o partecipa a eventi pubblici su suolo regolamentato, esistono linee di prodotto con certificazione specifica: la linea EXA 55mm di Gazebo Ray Bot dispone di relazione di calcolo sulla resistenza al vento e di calcolo statico della struttura secondo la norma UNI EN 13782, lo standard europeo per le strutture temporanee destinate a uso pubblico. Una documentazione che alcune amministrazioni locali richiedono esplicitamente per il rilascio delle autorizzazioni, e che in ogni caso offre una garanzia oggettiva sulla tenuta della struttura in condizioni climatiche avverse.C'è poi un aspetto che viene spesso sottovalutato, almeno all'inizio: la visibilità. Un gazebo bianco anonimo, in una fila di gazebo bianchi anonimi, non aiuta nessuno a ricordarsi di te. Aggiungere il nome della propria attività o dell'associazione sulla mantovana — la fascia frontale che corre lungo tutto il bordo — è un intervento relativamente economico che cambia in modo significativo la riconoscibilità dello stand, soprattutto per chi torna agli stessi eventi anno dopo anno e vuole che le persone imparino a cercarlo.

Organizzare uno stand che funziona davvero non richiede investimenti impossibili. Richiede di ragionare in anticipo su cosa si usa, quanto spesso, in quali condizioni — e di scegliere l'attrezzatura di conseguenza. Sulla Riviera di Ponente, dove la stagione degli eventi è lunga e il territorio è bello ma il meteo non fa sconti, questa riflessione vale la pena farla prima, non dopo la prima stagione andata storta.

*Contenuto promozionale in collaborazione con Gazebo Ray Bot – Professional Tent S.r.l.

 

 



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I.P.

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