Dopo una lunga udienza conclusa con la decisione del collegio, il Tribunale di Imperia ha pronunciato alle 20 le sentenze nel processo scaturito dall'operazione "Praedictio", l'indagine della Squadra Mobile che aveva ricostruito un presunto traffico di hashish, marijuana e cocaina attivo tra il Ponente ligure, Genova e il basso Piemonte. La condanna più pesante è stata inflitta a Flavio Ianni, che dovrà scontare 8 anni e 2 mesi di reclusione. Seguono Roberto Rebora, condannato a 6 anni e 6 mesi, e Gianfranco Bianco, per il quale il giudice ha disposto una pena di 6 anni.
Per Mario Mandarano, indicato dall'accusa come il principale referente dell'organizzazione, il Tribunale ha stabilito una condanna a 5 anni e 4 mesi, in continuazione con una precedente sentenza relativa alla detenzione di armi. Cinque anni anche per Franco Guastamacchia, anch'egli destinatario della continuazione. Il dispositivo comprende inoltre le condanne a 4 anni per Massimiliano Paletta; 3 anni e 6 mesi per Elice Bellanti; 3 anni e 4 mesi per Mark Scaffini; 2 anni e 10 mesi ciascuno per Bashkin Bashmeta e Giacomo Masotina; 2 anni e 6 mesi per Ervin Bashmeta; 2 anni e 4 mesi per Sergio Taverna; 2 anni e 2 mesi per Walter Tropeano; 2 anni, con sospensione condizionale della pena, per Antonio Zito; 1 anno e 8 mesi per Antonio Carboni; 1 anno e 8 mesi per Marco Queirolo e Lorenzo Rebora Corci, quest'ultimo con beneficio della sospensione condizionale. Bellanti Elice 3 anni e 10 mesi.
Per Giuseppe Russo il Tribunale ha dichiarato il reato estinto per prescrizione. Nel corso del procedimento Daniele Narciso aveva invece definito la propria posizione attraverso un patteggiamento a 3 anni e 10 mesi. Restano ancora da definire, con un procedimento separato, le posizioni di Carmelo Sgrò e Giuseppe Stilo, che avevano scelto il rito ordinario.
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Antonella Politi, aveva preso avvio dagli sviluppi investigativi successivi all'arresto di Mario Mandarano e si era basata su intercettazioni, attività di osservazione e sul sequestro di una dettagliata contabilità manoscritta, ritenuta dagli investigatori fondamentale per ricostruire anni di presunte cessioni di sostanze stupefacenti e i rapporti tra fornitori e acquirenti. Secondo l'impianto accusatorio accolto in parte dal Tribunale, il gruppo avrebbe operato tra il 2015 e il 2020 con una rete di distribuzione estesa all'Imperiese, a Genova e ad alcune province piemontesi.



























