Non erano poco più di duecento, come apparso in un primo momento. Gli animali trovati all'interno della villa sulle alture di Sanremo sono in realtà circa 460, un numero che restituisce tutta la portata di un intervento destinato a rimanere tra i più complessi mai affrontati nel Ponente ligure sul fronte della tutela animale.
Il dato è emerso al termine del primo censimento effettuato dal personale del Servizio veterinario dell'Asl 1 Imperiese, impegnato ormai da due giorni insieme alla Polizia Locale, ai Carabinieri Forestali, alle guardie zoofile e agli uffici comunali nelle operazioni di recupero e ricollocamento degli animali.
L'attività, tuttavia, non può ancora dirsi conclusa. Alcuni esemplari devono infatti essere ancora sistemati in strutture idonee e si attendono le determinazioni della Procura di Imperia, che ha disposto il sequestro della proprietà nell'ambito dell'indagine aperta nei confronti della proprietaria dell'immobile. L'ipotesi di reato è quella prevista dall'articolo 727 del Codice penale, relativo alla detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e tali da provocarne sofferenza.
A colpire gli operatori non è stato soltanto il numero degli animali, ma soprattutto la straordinaria varietà delle specie presenti all'interno della stessa proprietà.
Il censimento parla di 65 gatti, 29 cani, 53 conigli, circa 70 cavie, 87 animali da cortile, 102 tra pecore e capre, oltre a numerosi esemplari esotici e protetti: pappagalli Ara, un cacatua, un parrocchetto, calopsite, cocorite, diamantini, tartarughe d'acqua dolce, testuggini, quaglie ornamentali e perfino un fagiano.
Molti animali vivevano a stretto contatto tra loro, nonostante appartenessero a specie con esigenze completamente differenti. È proprio questa convivenza forzata, insieme alle condizioni di detenzione, uno degli aspetti sui quali si stanno concentrando gli accertamenti degli investigatori.
L'operazione ha richiesto una macchina organizzativa particolarmente complessa. Ogni animale deve infatti essere identificato, visitato, registrato e trasferito in una struttura compatibile con le proprie caratteristiche.
I cani sono stati distribuiti tra il canile Plutos e la struttura Enpa, mentre gli animali esotici e quelli soggetti alla normativa Cites vengono affidati a centri autorizzati, come l'Oasi faunistica Zollamania di Bussana. Diversa, invece, la gestione degli animali da reddito e degli altri esemplari, per i quali si stanno individuando aziende agricole e strutture in grado di garantirne l'accoglienza.
L'intervento, coordinato dalla Polizia Locale con il supporto dei Carabinieri Forestali, dell'Asl 1 e degli uffici comunali, ha richiesto uno sforzo straordinario anche dal punto di vista logistico, proprio a causa dell'elevatissimo numero di animali da trasferire in sicurezza.
Parallelamente proseguono gli accertamenti giudiziari. Gli investigatori dovranno ricostruire le modalità con cui si è arrivati ad accumulare un numero così elevato di esemplari e verificare eventuali responsabilità legate alla loro detenzione.
Intanto gli animali rimangono sotto sequestro e il loro futuro dipenderà anche dalle decisioni dell'autorità giudiziaria. Solo una volta concluse le verifiche e completato il ricollocamento sarà possibile chiudere definitivamente un'operazione che, per dimensioni e complessità, rappresenta uno dei più importanti interventi di tutela animale mai affrontati in una civile abitazione nel territorio imperiese.





