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Attualità | 24 giugno 2026, 12:10

Parco delle Alpi Liguri, il territorio sceglie il nuovo Cda: ora tocca a Bucci nominare il presidente

La Comunità del Parco elegge Roberto Trutalli presidente e designa Massimo Di Fazio, Renato Adorno, Antonio Galante e Stefano Gastaudo per il Cda. Ora sarà la Regione a completare la governance dell’Ente.

Parco delle Alpi Liguri, il territorio sceglie il nuovo Cda: ora tocca a Bucci nominare il presidente

Si è riunita lunedì 22 giugno la nuova Comunità del Parco delle Alpi Liguri, chiamata a eleggere il proprio presidente e vicepresidente e, soprattutto, a designare i rappresentanti destinati a entrare nel futuro Consiglio di amministrazione dell’Ente.

La seduta si è aperta con l’elezione del presidente della Comunità, individuato nel sindaco di Pigna Roberto Trutalli, assente alla riunione per motivi non precisati. Alla vicepresidenza è stato invece eletto Luca Calvini.

La parte più significativa dell’incontro è arrivata successivamente, quando i componenti della Comunità sono stati chiamati a individuare i tre rappresentanti degli enti locali che dovranno entrare nel nuovo Consiglio di amministrazione del Parco.

Il percorso, tuttavia, non è stato semplice. Per quasi due ore i sindaci presenti hanno discusso animatamente sulle modalità di individuazione dei candidati e sul sistema di voto da adottare. Un confronto lungo e a tratti concitato, che ha evidenziato la volontà delle amministrazioni del territorio di pesare nelle future scelte che riguarderanno la governance dell’Ente.

Al termine della trattativa si è giunti alla votazione. A contendersi i tre posti riservati agli enti locali erano il sindaco di Rocchetta Nervina Stefano Gastaudo, il sindaco di Triora Massimo Di Fazio, la sindaca di Molini di Triora Manuela Sasso e il sindaco di Rezzo Renato Adorno.

L’esito delle urne ha visto prevalere Massimo Di Fazio con quattro preferenze. Tre voti sono andati a Manuela Sasso mentre Renato Adorno e Stefano Gastaudo hanno raccolto una sola preferenza. Infine sono stati individuati i consiglieri di riferimento per le tre vallate: Renato Adorno per la Valle Arroscia, il sindaco di Rocchetta Nervina, Stefano Gastaudo, per la Valle Argentina e il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, per la Val Nervia.

Successivamente la Comunità ha proceduto alla designazione del rappresentante degli interessi generali, individuato nella figura di Antonio Galante, sindaco di Cosio d’Arroscia e indicato quale espressione del comparto alberghiero e turistico del territorio.

Con queste designazioni si chiude il compito affidato alla Comunità del Parco. La procedura passa ora nelle mani della Regione Liguria, che dovrà nominare un ulteriore componente del Consiglio di amministrazione. Una volta completato il quadro, spetterà al presidente della Regione Marco Bucci individuare il presidente del Parco delle Alpi Liguri.

Ed è proprio su questo passaggio che si concentrano ora le attenzioni del territorio. Nel corso della riunione diversi sindaci hanno infatti rivendicato la necessità che la futura guida del Parco sia espressione diretta delle amministrazioni locali che vivono e amministrano quotidianamente il territorio dell’area protetta. Una posizione emersa con chiarezza durante il lungo confronto che ha preceduto le votazioni e che rappresenta un segnale politico destinato ad arrivare fino a Genova.

In quest’ottica, il risultato della votazione non appare privo di significato. Renato Adorno, il cui nome è stato più volte indicato nelle ultime settimane tra i possibili protagonisti della partita per la presidenza dell’Ente, è risultato il meno votato (insieme a Gasatudo) tra i sindaci candidati alla rappresentanza nel Consiglio di amministrazione.

La decisione finale spetterà comunque alla Regione e al presidente Bucci. Ma il voto espresso dalla Comunità del Parco ha già fornito una prima indicazione politica sul quadro dei rapporti di forza interni al territorio e sulle aspettative dei sindaci rispetto alla futura governance del Parco delle Alpi Liguri.

Di seguito le parole dello stesso Adorno: "In qualità di sindaco di Rezzo e diretto interessato, ritengo doveroso fornire alcuni chiarimenti. L'articolo non menziona la scelta metodologica adottata dalla Comunità del Parco, che prevedeva l'elezione di un componente del Consiglio di amministrazione per ciascuna valle, anche attraverso il voto singolo, al fine di garantire una rappresentanza territoriale più capillare. La distribuzione dei voti riflette esattamente questa logica: le candidature erano contrapposte soltanto per la Valle Argentina (Di Fazio e Sasso), mentre per le altre valli il voto singolo rappresentava il meccanismo previsto. Interpretare questo risultato come un segnale politico sulla presidenza del Parco, senza citare fonti e senza spiegare il contesto della votazione, rischia di indurre i lettori a conclusioni errate e tendenziose".

Redazione

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