Attualità - 14 giugno 2026, 16:18

Tre nuovi defibrillatori per San Romolo, Bevino e Borello: la comunità unita nel ricordo di Lauretta Dina (Foto e Video)

Grande partecipazione alla cerimonia di consegna dei DAE donati dagli Amici di San Romolo. Presenti istituzioni, Lions e tanti residenti delle tre frazioni

Una giornata di grande partecipazione e dal profondo valore civile quella vissuta oggi sul prato di San Romolo, dove si è svolta la cerimonia ufficiale di consegna al Comune di Sanremo di tre nuovi DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) destinati alle frazioni di San Romolo, Bevino e Borello. L'iniziativa, promossa dall'Associazione Amici di San Romolo, rappresenta il felice epilogo della raccolta fondi avviata nei mesi scorsi con l'obiettivo di restituire al territorio uno strumento fondamentale per salvare vite umane e, al tempo stesso, trasformare il dolore in un gesto concreto di solidarietà.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Sanremo Alessandro Mager, il vicesindaco Fulvio Fellegara, il consigliere comunale Giovanni Mascelli, il presidente dell'Associazione Amici di San Romolo Filippo Veglia, Gian Paolo Capurro, marito di Lauretta Dina, accompagnato dalla figlia Zoe, oltre a rappresentanti dei Lions e a moltissimi residenti delle frazioni di San Romolo, Bevino e Borello, che hanno voluto testimoniare con la loro presenza il forte senso di comunità che ha caratterizzato l'intero progetto. La consegna dei defibrillatori ha assunto un significato ancora più intenso nel ricordo di Lauretta Dina, la donna che viveva a San Romolo e che nel 2017 perse la vita a causa di un infarto. Proprio da quella tragedia nacque la volontà della famiglia di donare un primo defibrillatore alla comunità, apparecchio che venne poi rubato circa un anno fa. Un episodio che non ha però spento la determinazione dei cittadini, anzi ha rafforzato il desiderio di fare ancora di più.

Il sindaco Alessandro Mager ha sottolineato il valore dell'iniziativa e il ruolo fondamentale svolto dall'associazione: "Sì, certamente è un'occasione importante quella odierna. Il Comune non può che ringraziare l'Associazione Amici di San Romolo che è riuscita solo con le proprie forze ad acquistare questi tre strumenti che sono fondamentali in situazioni che purtroppo si verificano assai frequentemente. Una giornata che ha anche il ricordo nella memoria di una persona che non c'è più, che proprio per l'assenza di uno strumento di questo tipo non fu possibile curare, ed è anche un monito perché ora andiamo a installare altri tre defibrillatori anche in barba all'attività negativa di coloro che tempo addietro ebbero a sottrarre. Quindi è una giornata che ha più significati e per la quale noi del Comune interveniamo senz'altro molto volentieri e molto convintamente." Rispondendo poi alla domanda sui defibrillatori acquistati dal Comune e sulle teche attualmente vuote in città, il primo cittadino ha aggiunto: "Sì, confermo. Quanto prima cercheremo di ovviare a questa lacuna senz'altro."

A ripercorrere la nascita del progetto è stato il presidente degli Amici di San Romolo, Filippo Veglia: "Sì, è un progetto nato a seguito di una residente che è deceduta per un infarto, la cui famiglia aveva acquistato e donato alla comunità di San Romolo un defibrillatore che poi è stato asportato quasi un anno fa. Il direttivo dell'associazione ha poi deciso di fare una raccolta fondi per sostituirlo. Fortunatamente il contributo di tanti amici, dei familiari e di tanti altri donatori ha dato la possibilità di acquistarne tre e, d'intesa con l'amministrazione comunale, abbiamo deciso di posizionarne uno per ogni frazione. Quindi oltre a San Romolo andremo a posizionare in giornata anche il defibrillatore a Bevino e a Borello per aumentare tutte le possibilità di intervento a favore della vita umana dei residenti."

L'applauso dei presenti ha accompagnato il momento della consegna, suggellando una giornata che resterà nella memoria della comunità. Un esempio concreto di come associazioni, istituzioni e cittadini possano lavorare insieme per il bene comune, trasformando una perdita dolorosa in un'eredità preziosa fatta di prevenzione, responsabilità e speranza. Da oggi San Romolo, Bevino e Borello sono un po' più sicure. E dietro quei tre defibrillatori c'è il volto di un'intera comunità che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte.

Carlo Alessi

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