L’arresto di Tamer Hamouda in Egitto non basta a far abbassare la guardia sul caso di Nessy Guerra e della piccola Aisha. A ribadirlo è il consigliere comunale di Sanremo Vittorio Toesca, che torna a intervenire pubblicamente sulla vicenda della giovane concittadina, chiedendo un’accelerazione degli interventi istituzionali.
Per Toesca, infatti, nonostante gli ultimi sviluppi giudiziari, la situazione resta estremamente delicata.
“Nessy Guerra e la piccola Aisha sono ancora in grave pericolo in Egitto”, afferma il consigliere comunale.
Un richiamo che arriva mentre l’ex marito della giovane sanremese si trova ancora in stato di fermo dopo l’arresto scattato in seguito alla denuncia del viceconsole onorario italiano di Hurgada, Orazio Gioacchini. Una situazione che, tuttavia, continua a essere seguita con preoccupazione dal fronte che sostiene Nessy Guerra, soprattutto alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore sulla possibilità che l’uomo possa ottenere la libertà dietro il pagamento di una cauzione.
Toesca richiama poi l’attenzione sul quadro complessivo della vicenda.
“Una madre condannata ingiustamente a sei mesi di carcere e ai lavori forzati per un presunto adulterio mai dimostrato e una bambina di tre anni che rischia di restare sola, o peggio”, sottolinea.
Parole che si inseriscono in un momento particolarmente delicato per la giovane sanremese. Da una parte prosegue infatti il lavoro dei legali per il deposito del ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio, dall’altra resta aperta la battaglia per l’affidamento della piccola Aisha, con una nuova udienza già fissata per il prossimo 6 agosto.
Nel suo intervento, Toesca richiama anche gli episodi che hanno portato all’arresto di Hamouda.
“L’ex marito è stato arrestato dopo minacce gravissime e l’aggressione al Console Onorario d’Italia, ma la cauzione è minima e potrebbe tornare libero in qualsiasi momento”, osserva.
Secondo il consigliere comunale, il caso ha ormai superato da tempo i confini di una semplice controversia giudiziaria.
“Questa è una storia di violenza, paura e diritti umani calpestati. Servono decisioni chiare e interventi immediati”, aggiunge.
Negli ultimi mesi Toesca è stato tra le figure istituzionali che hanno seguito più da vicino l’evoluzione della vicenda. Il caso di Nessy Guerra è infatti approdato nei consigli comunali di diverse città liguri e ha visto crescere progressivamente il coinvolgimento della società civile, fino ad arrivare alle interrogazioni parlamentari, alla conferenza stampa organizzata alla Camera dei Deputati e all’interessamento delle istituzioni europee.
Un percorso che, secondo il consigliere, non può fermarsi alla sola sensibilizzazione.
“Riportiamo a casa Nessy Guerra e la piccola Aisha. Adesso”, afferma.
Poi il passaggio che guarda alle prossime mosse della politica.
“Dai territori ci siamo arrivati con atti politici formali e la mobilitazione della società civile. Adesso bisogna fare il passo successivo e trasformare l’attenzione sul caso in un’azione concreta ed efficace”.
Parole che arrivano mentre la vicenda continua a svilupparsi su più fronti. Da un lato gli accertamenti in corso in Egitto sulla posizione di Hamouda, dall’altro i procedimenti ancora aperti che riguardano Nessy Guerra e la figlia Aisha.
In attesa delle prossime decisioni delle autorità egiziane e degli sviluppi sul fronte diplomatico, la richiesta che arriva da una parte crescente del mondo politico e istituzionale italiano resta la stessa: trovare una soluzione che permetta alla giovane sanremese e alla bambina di tornare in sicurezza nel nostro Paese.





