Al Direttore - 13 giugno 2026, 07:24

Un lettore "Sanremo non scade per un gonfiabile: il vero degrado è ciò che ogni giorno scegliamo di non vedere"

Tra il sorriso dei bambini e gli spazi pubblici snaturati, una riflessione sull'immagine autentica della città

Un lettore "Sanremo non scade per un gonfiabile: il vero degrado è ciò che ogni giorno scegliamo di non vedere"

"Ultimamente invio alcuni miei commenti non per presenzialismo, ma perché gli spunti di riflessione non mancano e, avendo il tempo di osservare, mi soffermo su situazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Ognuno è naturalmente libero di esprimere il proprio punto di vista e ritengo che questo confronto sia sempre costruttivo, soprattutto quando riguarda la visione che abbiamo della nostra città: quella che è oggi e quella che vorremmo fosse domani".

Iniziano così le riflessioni del nostro lettore, Leonardo Kogliodima, che prosegue: "Ho letto il commento relativo ai giochi gonfiabili di Piazza Colombo. Lo considero legittimo e rispettabile, ma non condivido l'idea che essi rappresentino 'un considerevole danno d'immagine per la città', tale da farla decadere. L'impressione che ho avuto vedendo quel piccolo parco giochi, certamente temporaneo, è stata invece piacevole. Ho immaginato la felicità dei bambini immersi in quei colori vivaci, intenti a passare da uno scivolo all'altro, dando libero sfogo alla loro energia e alla fantasia del gioco. È stata un'immagine capace di suscitare una semplice e autentica emozione positiva. Molto meno piacevole è stato, invece, vedere ieri mattina, tra le 7.30 e le 8, sacchi della spazzatura lasciati sul selciato di fronte al McDonald's, lacerati dai gabbiani, con rifiuti sparsi a terra e piccioni intenti a banchettare in attesa dell'arrivo degli addetti alla raccolta. Poco più tardi, prima delle 9, ho osservato i mezzi per la raccolta dei rifiuti parcheggiati in via Escoffier, nell'area pedonale, su una pavimentazione già dissestata anche a causa del loro passaggio e del loro peso. Mezzi collocati davanti alle panchine pubbliche, di fatto inutilizzabili dai cittadini, mentre sul lato opposto le vetrate di un negozio privato di abbigliamento restavano completamente libere. La statua di Mike Bongiorno sembra quasi indicarli e dire, con ironia, il suo celebre: 'Allegria!'. E chissà cosa potrebbe aggiungere osservando la vicina Piazza Muccioli o altre situazioni, ben visibili in città, che nulla hanno della vivacità cromatica e della temporaneità di un parco giochi".

"Via Escoffier, Piazza Muccioli, Piazza Eroi Sanremesi e altri luoghi centrali, nati come spazi pubblici - prosegue - sono diventati nel tempo luoghi ibridi. Non è facile comprendere dove sia finita la loro originaria funzione di fruizione collettiva, poiché, lentamente ma progressivamente, la loro destinazione sembra essersi modificata. Quale sarà la destinazione pubblica di Piazza Eroi Sanremesi quando terminerà quello che appare come uno psicodramma costruttivo, un cantiere aperto da troppo tempo? Quale sarà la reale fruizione di una piazza privata dei suoi arredi e della sua identità? Una piazza che dovrebbe rappresentare uno slancio verso il mare, verso corso Mombello, e al tempo stesso un'apertura verso la Pigna, realizzando un collegamento tangibile tra il fronte mare e il cuore storico della città. Mi piace allora immaginare Mike Bongiorno che indichi il parco giochi gonfiabile e dica ancora: 'Allegria!'. Un invito ad andarci, a portare i bambini, a concedersi, anche solo per poco, quel piacere semplice e integro dell'età infantile. Ma mi piace anche immaginarlo mentre esclama: 'Basta, spostatemi da qui. Sono stanco di vedere mezzi per la raccolta dei rifiuti laddove un tempo avevo spazi liberi, in alto, sempre più in alto, sul Cervino, tra il profumo del vento e non quello dei rifiuti'. L'immagine di Sanremo non si deteriora per un piccolo parco giochi che restituisce, seppur temporaneamente, un momento di spensieratezza. Si deteriora, piuttosto, per altre situazioni ben più radicate e prive di leggerezza. Situazioni che sembrano aver smarrito quella semplicità disinteressata propria dell'infanzia, sostituita da una visione adulta sempre più utilitaristica della città, nella quale una oligarchia economico-produttiva appare ormai ampiamente presente, invasiva e dominante nelle dinamiche della vita collettiva".

"Posso comprendere che, per qualcuno, Sanremo possa apparire una città non pensata per i più anziani; forse anche questo rientra nel naturale fluire delle generazioni. Ma che una città arrivi a considerare un parco giochi gonfiabile, ricco di colori e del vociare allegro dei bambini — che rappresentano il futuro — come un elemento di degrado, suscita amarezza. Forse sarebbe meglio ricordarci che tutti siamo stati bambini e che siamo stati felici di lasciarci rapire dai colori dei giochi, scivolando sulle ali della fantasia e dell'emozione".

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