Cronaca - 12 giugno 2026, 09:38

Fine dell’astensione dei penalisti: anche la Camera Penale di Imperia in difesa del segreto tra avvocato e assistito

Al centro della mobilitazione le intercettazioni dei colloqui riservati tra detenuti e difensori e la tutela del diritto di difesa

Fine dell’astensione dei penalisti: anche la Camera Penale di Imperia in difesa del segreto tra avvocato e assistito

Si conclude oggi l’astensione dalle udienze e dalle attività giudiziarie nel settore penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, una mobilitazione che ha coinvolto l’intera avvocatura penalista nazionale e alla quale ha aderito anche la Camera Penale di Imperia. La protesta, durata dall'8 giugno ad oggi, è stata indetta in seguito ai gravi fatti emersi nel carcere di Capanne a Perugia, dove, secondo quanto denunciato dall’Unione delle Camere Penali, sarebbero stati intercettati e registrati per circa sei mesi colloqui tra detenuti e difensori, nonostante l’autorizzazione riguardasse esclusivamente un singolo avvocato indagato e il suo assistito. Le captazioni avrebbero coinvolto anche numerosi altri professionisti, consentendo l’acquisizione di conversazioni contenenti strategie difensive e informazioni coperte dal segreto professionale.

Per l’avvocatura penalista si tratta di una vicenda di straordinaria gravità, perché investe direttamente uno dei principi cardine dello Stato di diritto: la libertà e la riservatezza del rapporto tra difensore e assistito. L’Unione delle Camere Penali ha definito quanto accaduto una «gravissima violazione del diritto di difesa», garantito dalla Costituzione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dal codice di procedura penale. Nel corso della settimana di astensione si è svolta anche una manifestazione nazionale a Perugia, mentre l’UCPI ha chiesto accertamenti istituzionali sulla vicenda e l’adozione di misure capaci di evitare il ripetersi di episodi analoghi. La mobilitazione ha ricevuto adesioni da numerose Camere Penali territoriali e da diverse associazioni forensi.

Anche la Camera Penale di Imperia ha condiviso le ragioni della protesta, aderendo all’astensione nazionale per riaffermare il valore del diritto di difesa e la necessità di garantire l’assoluta inviolabilità delle comunicazioni tra avvocato e cliente. Una presa di posizione che si inserisce nel più ampio richiamo dell’avvocatura italiana alla tutela delle garanzie costituzionali e del segreto professionale, considerati presupposti indispensabili per un processo equo.

Con la giornata odierna si chiude formalmente l’astensione, ma il dibattito aperto dal caso Perugia è destinato a proseguire. Per i penalisti italiani la vicenda rappresenta infatti un campanello d’allarme che impone una riflessione profonda sul rispetto delle prerogative difensive e sull’equilibrio tra esigenze investigative e diritti fondamentali della persona.

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