Servirà ancora tempo per capire quale sarà il destino giudiziario di Tamer Hamouda in Egitto. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, occorrerà almeno una settimana per comprendere se e per quanto tempo l'ex marito di Nessy Guerra resterà in carcere dopo il fermo scattato in seguito alla denuncia presentata dal viceconsole onorario italiano di Hurgada, Orazio Gioacchini. Nel frattempo, però, per la giovane sanremese è arrivata quella che viene considerata una prima notizia positiva all'interno di una vicenda che dal 31 ottobre 2023 l'ha costretta a vivere nascosta insieme alla figlia Aisha. Una situazione che la stessa Nessy ha più volte definito “logorante” e che negli ultimi dieci giorni ha conosciuto una nuova e improvvisa escalation.
Tutto si è concentrato nell'arco di poche giornate. Prima le presunte minacce rivolte da Hamouda al viceconsole onorario italiano di Hurgada, con la richiesta di denaro e le successive intimidazioni. Poi la tensione emersa durante l'ultima udienza per l'affidamento della piccola Aisha. Infine il fermo disposto dalle autorità egiziane dopo la denuncia presentata da Gioacchini. Nella giornata di ieri sia Hamouda sia il viceconsole sono stati ascoltati nell'ambito degli accertamenti avviati dalle autorità egiziane. L'ex marito della giovane sanremese risulta tuttora in stato di fermo ed è stato trasferito al Cairo, dove la sua posizione è ora al vaglio dell'ufficio del Procuratore generale competente per le questioni legate alla sicurezza nazionale. Proprio dagli sviluppi di questa fase dipenderanno le prossime decisioni delle autorità egiziane e la durata dell'eventuale permanenza in carcere dell'uomo.
Parallelamente continuano a muoversi gli altri due grandi filoni che da mesi accompagnano la vicenda. Nelle ultime ore sono stati completati gli ultimi passaggi tecnici relativi al ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio, mentre proseguono i contatti tra il team legale che assiste Nessy Guerra, i professionisti egiziani e il Consolato italiano. La battaglia giudiziaria resta infatti aperta su due fronti distinti ma strettamente collegati. Da una parte il procedimento per adulterio, che ha portato alla condanna in appello della giovane sanremese a sei mesi di carcere e lavori forzati. Dall'altra la causa relativa all'affidamento della piccola Aisha, per la quale il tribunale di Hurgada ha fissato una nuova udienza il prossimo 6 agosto.
È ancora presto per comprendere quale impatto concreto potrà avere l'arresto di Hamouda su questi procedimenti. Tuttavia, non è da escludere che quanto accaduto negli ultimi giorni possa influire sul quadro complessivo della vicenda. Per ora si tratta soltanto di “uno scenario possibile” e ogni valutazione appare prematura. Saranno le prossime settimane, e soprattutto le decisioni delle autorità egiziane, a chiarire se il fermo dell'ex marito rappresenti soltanto un episodio isolato oppure l'inizio di una fase nuova all'interno di una storia che da anni intreccia procedimenti giudiziari, iniziative diplomatiche e richieste di intervento politico provenienti dall'Italia.
Di certo, dopo mesi in cui ogni sviluppo sembrava giocare contro Nessy Guerra, per la prima volta qualcosa si è mosso in una direzione diversa. Se sarà sufficiente a cambiare il corso della vicenda, però, è una risposta che soltanto il tempo potrà dare.














