Cronaca - 09 giugno 2026, 17:38

Autovelox, Salvini firma il decreto sulla discussa omologazione degli autovelox: riguarda anche quelli del Ponente

Nuove regole per omologazione e controlli, ma da Sanremo a Ventimiglia gli automobilisti continuano a contestare i dispositivi installati in tratti con limiti ritenuti eccessivamente restrittivi

Autovelox, Salvini firma il decreto sulla discussa omologazione degli autovelox: riguarda anche quelli del Ponente

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato oggi il nuovo decreto sugli autovelox, un provvedimento destinato a mettere ordine in un settore finito più volte al centro di ricorsi e polemiche. Il testo disciplina nel dettaglio le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità, con l'obiettivo dichiarato di garantire regole uniformi e maggiore certezza giuridica.

Secondo il Mit, il decreto consentirà di superare le criticità emerse negli anni, assicurando l'affidabilità delle misurazioni e la piena legittimità delle sanzioni. «L'obiettivo primario resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in un pretesto per fare cassa a spese dei cittadini», ha evidenziato il Ministero. Ma proprio sul tema degli autovelox, nel Ponente ligure il dibattito è più acceso che mai. Da settimane, infatti, si moltiplicano le lamentele degli automobilisti, soprattutto sui social network e nei gruppi di discussione locali, dove molti utenti denunciano la presenza di dispositivi installati in tratti caratterizzati da limiti di velocità giudicati troppo bassi. Le proteste riguardano in particolare i due autovelox entrati in funzione in modalità automatica 24 ore su 24 a Sanremo, in corso Mazzini e corso Marconi, dove il limite è fissato a 50 chilometri orari, ma anche altri punti individuati dalla Prefettura di Imperia lungo l'Aurelia e sulla Statale 20 nel territorio di Ventimiglia.

«Sono limiti difficili da rispettare su strade ampie e a scorrimento veloce», è una delle osservazioni più frequenti avanzate dagli utenti, convinti che in alcuni casi il rischio sia quello di trasformare i controlli in una vera e propria "caccia alla multa". C'è chi chiede una revisione delle soglie di velocità e una valutazione più aderente alle caratteristiche effettive delle carreggiate, distinguendo tra aree realmente pericolose e tratti percepiti come sicuri dagli automobilisti. Dall'altra parte, però, Prefettura e amministrazioni locali richiamano i dati dell'incidentalità. Nel caso dei tratti sanremesi, l'autorizzazione ai controlli automatici è stata motivata anche dai numeri registrati negli ultimi cinque anni: oltre 260 incidenti, circa 180 con feriti e quattro mortali.

Il nuovo decreto firmato da Salvini arriva dunque in un momento particolarmente delicato. Se da un lato punta a rendere più trasparente e uniforme l'utilizzo degli autovelox in tutta Italia, dall'altro riaccende il confronto su un tema che divide profondamente l'opinione pubblica: strumenti indispensabili per la sicurezza stradale o dispositivi collocati, in alcuni casi, in punti dove i limiti vengono considerati irragionevolmente bassi? Una domanda che, nel Ponente, continua ad alimentare polemiche e richieste di maggiore equilibrio tra prevenzione e buon senso.

Carlo Alessi

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