Al Direttore - 09 giugno 2026, 12:34

Movida e diritto al riposo: una lettrice "Sanremo non può diventare una città dove il silenzio vale di più"

Tra esposti, proteste e richieste di quiete, il rischio è dimenticare che il turismo, i giovani e il divertimento sono parte integrante dell'identità cittadina

Movida e diritto al riposo: una lettrice "Sanremo non può diventare una città dove il silenzio vale di più"

"Ancora una volta, leggendo il vostro articolo, mi sono imbattuta nelle proteste dei residenti contro il rumore della movida sanremese. Addirittura, un avvocato sarebbe pronto a presentare l'ennesimo esposto per chiedere controlli più severi sui livelli acustici. Premetto di non essere più una ragazza. Mi alzo molto presto ogni mattina per andare al lavoro e conosco bene il valore del riposo. Per questo comprendo perfettamente le ragioni di chi, soprattutto durante la notte, chiede maggiore tranquillità e rispetto. Tuttavia, credo sia necessario guardare anche l'altra faccia della medaglia".

Scrive così la nostra lettrice D.A., in relazione al dibattito sul rumore. "Sanremo vive di turismo - prosegue - soprattutto nei pochi mesi della stagione estiva. Chi gestisce un locale, un bar o un'attività legata all'intrattenimento ha il diritto e, spesso, la necessità di sfruttare al meglio un periodo di lavoro breve ma decisivo per la propria sopravvivenza economica. Se nei fine settimana ci sono i fuochi d'artificio, un concerto o un po' di musica più alta per consentire ai giovani di divertirsi, non vedo perché, puntualmente, si debba reagire con tanta insofferenza. Possibile che ci siamo dimenticati tutti di essere stati giovani? Vogliamo davvero una città fatta solo di anziani e pensata esclusivamente per gli anziani?"

"Sanremo è una città viva. Una città - termina - che deve saper accogliere famiglie e residenti, ma anche ragazzi, turisti e chi desidera trascorrere qualche ora di spensieratezza. Trovare un equilibrio è doveroso, ma trasformare ogni iniziativa in motivo di polemica rischia di spegnere quell'energia che rende attrattivo il nostro territorio. Si vuole abitare nel cuore della città, ma pretendendo il silenzio assoluto di un paesino di montagna. Forse è arrivato il momento di smettere di considerare il divertimento come un fastidio da reprimere e iniziare a riconoscerlo come una componente naturale della vita di una località turistica. Lasciamo lavorare chi investe e crea opportunità. Diamo spazio ai giovani. Perché l'insofferenza e quel mugugno ligure che troppo spesso ci contraddistinguono continuano, purtroppo, a rimanere saldamente e prepotentemente di attualità".

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