Nel dibattito che anima Sanremo sul tema dei fuochi d’artificio e delle discoteche all’aperto, arriva anche la riflessione di un lettore, Giorgio Mantovani, che invita a distinguere tra ciò che può essere considerato legittimo e ciò che, pur essendolo, non sempre risulta ragionevole.
Secondo Mantovani: "La tradizione turistica della città è storicamente legata alla sua vocazione di stazione climatica invernale, una caratteristica che da generazioni richiama visitatori desiderosi di trascorrere lunghi periodi nella Riviera dei Fiori grazie al clima mite e favorevole. Una clientela composta in larga parte da persone anziane che, nel tempo, hanno contribuito anche allo sviluppo economico locale attraverso investimenti immobiliari e soggiorni prolungati". Per il lettore: "Il beneficio economico di una categoria non dovrebbe tradursi in un disagio per la maggioranza dei cittadini. In particolare, punta il dito contro alcune attività che, a suo giudizio, oltrepassano i limiti della convivenza civile. Durante le scorse estati – racconta – ho subito gli effetti dei fuochi artificiali sparati in piena notte e della musica diffusa a volume elevato fino alle ore piccole». Una situazione che, secondo Mantovani, si ripete regolarmente quando i residenti, dopo essersi addormentati pensando che i rumori della serata siano cessati, vengono nuovamente svegliati da spettacoli pirotecnici o eventi musicali organizzati tra l’una e le due del mattino.
Il lettore critica anche una certa concezione del divertimento notturno, definito da alcuni come una componente essenziale dell’offerta turistica. A suo avviso, quello che viene presentato come intrattenimento si trasforma spesso in: "Un becero, barbaro rito collettivo, caratterizzato da musica assordante, richiami amplificati e reazioni altrettanto rumorose da parte dei partecipanti". Mantovani non si dichiara contrario ai giovani né alle loro esigenze di svago, ma chiede che "Vengano fissati limiti più rigorosi e rispettosi della collettività. Largo ai giovani e alle loro esigenze – conclude – ma occorre dare una regolata a quegli imprenditori che costruiscono le proprie fortune sui padiglioni auricolari della collettività, fortune che non sono certo quelle degli stessi giovani".
Un intervento che aggiunge un nuovo punto di vista a una discussione destinata a rimanere aperta, tra esigenze economiche, attrattività turistica e tutela della qualità della vita dei residenti.





