Ottimo risultato per la Tsukuri Judo Ventimiglia al Trofeo Mon Club, appuntamento annuale che la società ponentina considera da sempre un evento di riferimento nel panorama judoistico. La manifestazione, svoltasi a Como e organizzata in maniera impeccabile, ha visto la partecipazione di numerosi atleti confrontarsi in una competizione di alto livello.
La Tsukuri Judo Ventimiglia si è presentata con una delegazione composta da 15 atleti, capaci di distinguersi per caparbietà, spirito di crescita e grande fair play. Un atteggiamento che ha permesso al club di conquistare un ricco bottino di medaglie e di chiudere la competizione al quarto posto nella classifica per società.
A salire sul gradino più alto del podio sono stati Iacopo Narcisi, Leonardo Bonsignore, Leonardo Friuli e Diego Zoccali, vincitori della medaglia d’oro nelle rispettive categorie.
Argento invece per Gabriele Friuli, Sofia Mancarella, Carlo Picciau e Simone Scibilia, autori di ottime prestazioni che hanno consentito loro di raggiungere la finale.
Hanno conquistato la medaglia di bronzo Leonardo Pitura, Viola Trucchi, Gabriele Catassi, Andrea Morsia e Antonio Mancarella.
Settimo posto per Samuele Marchetta e Pietro Marchetta, che hanno incontrato alcune difficoltà nell’entrare pienamente in modalità gara, trovandosi comunque di fronte avversari di assoluto valore.
«Sono molto soddisfatto – spiega il direttore tecnico Cristian Di Franco – abbiamo dei ragazzi che hanno voglia di lavorare e mettersi in gioco. Con gli altri tecnici, Simone Catassi, Riccardo Biamonti e Mauro Morsia, ci siamo confrontati mettendo a punto un bel programma per tutte le classi, dai preagonisti ai master e amatori. Come vice coordinatore nazionale del CSEN sono molto soddisfatto del grande livello che l’ente sta creando per tutte le società affiliate, offrendo sempre stage e competizioni di buon livello sia a livello nazionale che internazionale».
Archiviata la trasferta di Como, la società guarda già ai prossimi impegni: «Adesso ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo a lavorare per crescere e progredire, ma soprattutto con molta umiltà e coerenza», conclude Di Franco.
















