La Famija Sanremasca ha reso omaggio alla memoria di Raffaele Barra, per tutti “Lello”, cittadino esemplare, commerciante affermato, educatore e istruttore subacqueo, scomparso il 7 maggio 2024.
Ricordato da amici e conoscenti per la sua gentilezza, la disponibilità e il sorriso contagioso, Lello Barra era sempre pronto ad aiutare e a dispensare consigli. Socio della Famija Sanremasca, nel mese di agosto 2023 era stato nominato Console del Mare di Sanremo, come ricorda Gianni Manuguerra.
Nella mattinata di sabato 6 giugno, un gruppo di amici, subacquei e Consoli del Mare si è riunito per deporre sul fondo del mare, a circa 28 metri di profondità, un manufatto in granito e acciaio in sua memoria.
Il luogo scelto è conosciuto come “Pali in fila”, a circa un chilometro a sud di Capo dell’Arma (Capo Verde). Sul fondale si trova anche la celebre statua della “Madonnina dei Fiori”, collocata nel 1999 in ricordo del subacqueo Rudy Crespi.
Gianni Manuguerra ha espresso il proprio ringraziamento all’architetto Linda Peruggi, dirigente del Demanio Marittimo, e al suo staff per l’autorizzazione concessa; al comandante della Guardia Costiera Alessio Fumarola per la conferma; e al Console del Mare, ingegner Stefano Puppo, per la gestione delle pratiche necessarie.
Per la posa del manufatto si sono immersi i Consoli del Mare Manuela Galli e Franco Belmondo. Sui battelli in superficie erano presenti Ulrico Martinelli, presidente della Lega Navale e Console del Mare, Gianni Manuguerra, consigliere della Famija Sanremasca, e Federico Gavino, istruttore subacqueo e autista della Lilt.
Hanno partecipato inoltre la segretaria della Lilt Sanremo, dottoressa Alessandra Giussani, e l’istruttore subacqueo Marcello Lanteri, il cui contributo, insieme alla disponibilità del gommone attrezzato per le immersioni, è stato ritenuto essenziale per la riuscita dell’iniziativa.
Lello Barra è stato per oltre dieci anni prezioso autista e collaboratore della Lilt Sanremo. Le sue ceneri erano già state disperse in quelle stesse acque il 27 agosto 2025, nel corso di una mattinata commemorativa alla quale avevano preso parte la vedova Lidia, il figlio Paolo e pochi intimi.
A lui viene dedicato un passaggio della poesia di William Ernest Henley:
«…e non importa quanto angusta sia la porta,
sono il padrone del mio destino:
il capitano della mia anima.»












