Attualità - 06 giugno 2026, 10:16

Affitti, CNA: “Canoni cresciuti fino a cinque volte più dei salari"

A Imperia l'affitto medio assorbe il 38% dello stipendio netto

Affitti, CNA: “Canoni cresciuti fino a cinque volte più dei salari"

Milano resta la città più cara d’Italia. Bologna, Firenze e Roma tra i capoluoghi dove il divario tra affitti e redditi è aumentato maggiormente. Nei centri più dinamici sempre più difficile attrarre lavoratori e giovani. Dal 2019 al 2025 gli affitti nei principali capoluoghi italiani sono cresciuti molto più rapidamente delle retribuzioni, aggravando il problema dell’accesso alla casa per giovani, famiglie e lavoratori. È quanto emerge da un’elaborazione CNA sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette nello stesso periodo. In media, in tutti i capoluoghi di provincia analizzati, i canoni di locazione per un appartamento standard da 70 metri quadrati sono aumentati tra il 19% e quasi il 50%, mentre le retribuzioni hanno registrato incrementi molto più contenuti, generalmente compresi tra il 7% e il 15%.

A Genova l’affitto medio assorbe il 44% dello stipendio netto, alla Spezia il 40%, a Savona il 39% e a Imperia il 38%. Percentuali vicine ma da rapportare all’aumento dal 2019 al 2025 del costo degli affitti. Nel capoluogo ligure una casa di 70 metri quadrati veniva data in locazione sette anni fa mediamente a 690 euro nel 2025 a 910. Alla Spezia e Savona la variazione è minore da 610 euro a 755 euro nel primo caso e da 600 a 740 nel secondo, a Imperia nel 2019 si trovava un immobile a 570 euro al mese lo scorso anno a 680. Un altro dato fondamentale è quello relativo alla media degli stipendi netti: a Genova a 2070 euro al mese, alla Spezia e Savona calcolati sui 1900 euro e a Imperia 1800. Le retribuzioni sono aumentate in media in Liguria dal 10 all’8% (Imperia) a fronte di una media del 40% d’aumento dell’incidenza del costo dell’affitto sullo stipendio.

“Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale – afferma il presidente della CNA Liguria Gianluca Gattini - ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Servono interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, favorire la rigenerazione urbana e sostenere l’equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. Le micro e piccole imprese segnalano crescenti difficoltà nel reperire lavoratori qualificati disposti a trasferirsi nelle grandi città. Il costo della casa sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale, all’occupazione e alla capacità di attrazione dei territori più dinamici. Un Piano casa efficace, adeguati incentivi per la riqualificazione immobiliare rappresentano gli strumenti per fornire le risposte all’emergenza. L’alternativa è avere città sempre più costose, meno accessibili e incapaci di trattenere giovani, lavoratori e competenze indispensabili alla crescita dei territori".

Milano e Firenze guidano la classifica dei rincari con un aumento del 49% rispetto al 2019: oggi per un appartamento medio servono oltre 1.800 euro al mese nel capoluogo lombardo e 1.340 a Firenze. L’analisi CNA evidenzia inoltre la crescente incidenza dell’affitto sugli stipendi medi netti, soprattutto nelle città universitarie e nei grandi poli produttivi. La situazione risulta particolarmente critica nelle città universitarie e nei territori a maggiore attrattività economica e turistica, dove la domanda abitativa continua a crescere molto più rapidamente dell’offerta disponibile. Una dinamica che produce effetti diretti sul mercato del lavoro e sulla competitività dei territori. Milano vanta il primato: l’affitto medio assorbe il 73% dello stipendio netto, a Firenze il 62%. Il canone supera il 50% delle retribuzioni medie a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa.

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