Politica - 01 giugno 2026, 12:11

Ventimiglia, asse Catalano-Amarella sul Puc: "Assistiamo a spopolamento forzato, aggiornarlo è l'unica soluzione"

"Abbiamo il dovere di dare una risposta alla domanda abitativa e allo stesso tempo impedire che terreni un tempo curati diventino aree di abbandono"

Ventimiglia, asse Catalano-Amarella sul Puc: "Assistiamo a spopolamento forzato, aggiornarlo è l'unica soluzione"

"Aggiornare il Puc è l'unica soluzione per ridare una casa alle giovani coppie prive di alloggio" - mettono in risalto l'assessore di Ventimiglia Adriano Catalano e il consigliere comunale di maggioranza e segretario cittadino di Forza Italia Gabriele Amarella parlando del Puc.

L'aggiornamento del Puc sarebbe, dunque, una soluzione che consentirebbe alle giovani coppie, costrette ora a lasciare la città a causa dell'assenza di case, di poter scegliere Ventimiglia per vivere e creare una famiglia. "Assistiamo a uno spopolamento forzato" - mette in risalto Gabriele Amarella, consigliere comunale di maggioranza e segretario cittadino di Forza Italia - "Il legame tra il mancato aggiornamento del piano e la fuga dal territorio è devastante. Una coppia è costretta ad andarsene da Ventimiglia perché il mercato locale è paralizzato da vincoli che fanno lievitare i prezzi. Occorre avviare una rigenerazione urbana mai fatta in passato".

Una proposta lanciata dal segretario di FI che è stata accolta dall'assessore di FdI con le deleghe all'Urbanistica, ai Tributi, all'Edilizia privata, alla Difesa del suolo, al Demanio, al Porto, al Mare e alle Politiche Energetiche. "Dopo un quarto di secolo dal suo concepimento e dalla sua adozione si rende necessaria una sua revisione, un aggiornamento della pianificazione alla realtà socioeconomica e territoriale attuale" - dichiara l'assessore Adriano Catalano - "Un esempio su tutti il Puc vigente fotografa un contesto in cui floricoltura e orticoltura rappresentavano un comparto importante dell'economia locale, oggi, invece, ampie aree classificate agricole e floricole non ospitano più attrattività produttive, ormai da anni. Il venire meno della redditività, la frammentazione fondiaria e la mancanza di ricambio generazionale hanno portato al progressivo abbandono dei fondi con conseguenze in termini di degrado, rischio idrologico e perdita del presidio del territorio. Non dimenticando l'identificazione di distretti di trasformazione uno strumento che nei fatti si è rivelato fallimentare. L'obiettivo non è una liberalizzazione indiscriminata ma bensì governare un cambiamento che nei fatti è già avvenuto. Abbiamo il dovere di dare una risposta alla domanda abitativa e allo stesso tempo impedire che terreni un tempo curati diventino aree di abbandono".

Elisa Colli

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