Si allargano le indagini sulla fotografia scattata all’interno di una cabina elettorale durante l’ultima tornata amministrativa a Bordighera. La notizia stata pubblicata questa mattina dal quotidiano La Stampa. Secondo quanto trapelato, la polizia del commissariato di Ventimiglia avrebbe trasmesso la propria informativa anche alla Direzione distrettuale antimafia di Genova.
L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella di un possibile voto di scambio politico-mafioso, reato che rientra nelle competenze della Dda. Il trasferimento degli atti viene considerato un passaggio dovuto anche alla luce del contesto territoriale, segnato in passato da inchieste e sentenze che hanno accertato la presenza della ’ndrangheta nel Ponente ligure.
L’episodio risale alla giornata di voto presso la scuola De Amicis: un elettore era stato sorpreso dal presidente di seggio subito dopo aver fotografato la scheda elettorale all’interno della cabina. A insospettire il responsabile del seggio sarebbe stato un bagliore proveniente dall’area riservata alla votazione.
Secondo la ricostruzione degli agenti, l’uomo avrebbe introdotto il cellulare senza consegnarlo prima dell’ingresso in cabina. Intervenuta sul posto, la polizia ha identificato il soggetto e sequestrato sia il telefono sia la scheda elettorale. Gli accertamenti tecnici hanno consentito di recuperare una fotografia che l’uomo aveva cancellato subito dopo lo scatto, ma che risultava ancora presente nel cestino delle immagini eliminate di recente. Gli investigatori avrebbero così verificato la corrispondenza tra la foto e il voto espresso sulla scheda.
L’elettore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Imperia per introduzione di telefoni cellulari in cabina elettorale. Massimo riserbo viene mantenuto sull’identità dell’uomo, sull’eventuale invio dell’immagine ad altre persone e sul candidato destinatario della preferenza. Elementi che potrebbero emergere dall’analisi approfondita del contenuto del cellulare sequestrato.





