Una lunga attesa, vissuta tra dolore, stanchezza e incomprensioni burocratiche. È quanto denuncia Renzo Tacchini, 81 anni, paziente oncologico, in una lettera inviata alla direzione dell’ASL 1 Imperiese per raccontare quanto accaduto il 14 maggio scorso all’ospedale di Imperia. Ferretti, in lista per un intervento chirurgico legato a un’occlusione intestinale, racconta di essere stato contattato intorno alle 11 del mattino per un posto finalmente disponibile nel reparto di Chirurgia. Gli sarebbe stato quindi chiesto di recarsi al Pronto Soccorso per il ricovero.
Una volta arrivato al Pronto Soccorso, però, sarebbe emerso un problema legato alla documentazione sanitaria. Il paziente sarebbe stato invitato a raggiungere direttamente il reparto, dove effettivamente lo attendevano e dove gli è stato assegnato un posto letto. Nel primo pomeriggio, tuttavia, gli sarebbe stato comunicato che il ricovero non poteva essere formalizzato senza un passaggio preliminare dal Pronto Soccorso. Da quel momento sarebbe iniziato un lungo iter amministrativo, accompagnato – secondo il racconto del paziente – da discussioni tra operatori sulle procedure corrette da seguire.
«Mi sono sentito al centro di un disguido burocratico che poteva essere risolto con una semplice comunicazione tra reparti», scrive Tacchini nella sua lettera. L’anziano paziente sottolinea inoltre le proprie condizioni di salute: malato oncologico, senza mangiare né bere da tre giorni e in attesa di un intervento previsto per il giorno successivo. Non riuscendo più a rimanere seduto nella sala d’attesa del Pronto Soccorso, avrebbe chiesto di essere trasferito su una barella. Da lì, il racconto si fa ancora più duro: Tacchini riferisce di essere rimasto nello stanzone del Pronto Soccorso dalle 16 del pomeriggio fino alle 2 di notte, in attesa della visita medica necessaria a completare le procedure di ricovero. Solo il mattino seguente, verso le 8.30, sarebbe infine tornato nel letto già assegnato in reparto.
Sedici ore complessive trascorse in barella, pur avendo già un posto disponibile in Chirurgia. Nella sua lettera, Tacchini non punta il dito contro singoli operatori sanitari, ma richiama l’attenzione sulla necessità di una migliore organizzazione e di una comunicazione più efficace tra i reparti ospedalieri. «I pazienti – conclude – hanno bisogno di sentirsi persone prima ancora che pratiche da gestire». L’auspicio espresso dal paziente è che l’ASL 1 Imperiese possa fare chiarezza sull’accaduto e adottare misure utili a evitare il ripetersi di situazioni analoghe.














