Dopo la denuncia pubblica di Renzo Tacchini, il paziente oncologico di 81 anni che ha raccontato di aver trascorso sedici ore in barella all’ospedale di Imperia pur avendo già un posto assegnato in reparto, arriva la risposta ufficiale di ASL1 Imperiese. L’azienda sanitaria esprime “rammarico per quanto accaduto” e porge le proprie scuse al cittadino, confermando di aver avviato un audit interno immediatamente dopo l’episodio. Nel comunicato diffuso dall’ASL si spiega che l’approfondimento ha coinvolto la Direzione Medica di Presidio, i direttori delle strutture interessate e le coordinatrici infermieristiche, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio l’intero iter assistenziale e individuare le criticità emerse.
L’analisi interna avrebbe evidenziato problemi nel coordinamento del percorso di presa in carico del paziente, in particolare nella comunicazione tra i servizi coinvolti. “Una volta che il paziente viene preso in carico da una struttura aziendale, tale presa in carico deve essere assicurata in modo completo, multidisciplinare e coordinato”, sottolinea ASL1, precisando che il percorso “non può essere gestito per singoli passaggi successivi”, ma deve svilupparsi come un iter “unitario, condiviso e integrato”. La vicenda risale al 14 maggio scorso. Tacchini, in attesa di un intervento chirurgico per un’occlusione intestinale, aveva raccontato di essere stato convocato in ospedale dopo la disponibilità di un posto letto in Chirurgia. Una volta arrivato, però, sarebbe nato un problema amministrativo legato alla formalizzazione del ricovero, con continui rimandi tra Pronto Soccorso e reparto. Il paziente aveva denunciato di essere rimasto per ore nello stanzone del Pronto Soccorso, senza mangiare né bere da giorni e in condizioni fisiche già fortemente compromesse dalla malattia oncologica.
Nella propria nota, l’azienda sanitaria evita di attribuire responsabilità personali agli operatori, ma riconosce la necessità di rafforzare l’organizzazione interna. “Sono state richiamate le procedure organizzative previste”, si legge ancora nel comunicato, insieme alla definizione di “specifiche azioni finalizzate a rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i diversi servizi coinvolti”. ASL1 conclude rinnovando le scuse al paziente e ribadendo “l’impegno nel garantire percorsi di cura sempre più efficaci, integrati e orientati ai bisogni delle persone assistite”.
Parole che arrivano dopo il duro sfogo di Tacchini, che nella sua lettera aveva ricordato come “i pazienti hanno bisogno di sentirsi persone prima ancora che pratiche da gestire”.





