Parziale soddisfazione, ma anche forte preoccupazione per il futuro della sanità nel Ponente ligure. È questa la posizione dell’associazione Progetto Comune Sanremo, che torna a intervenire sul riassetto sanitario regionale e sulla situazione dell’ospedale cittadino. L’associazione rivendica innanzitutto il recepimento di due punti considerati fondamentali nell’ultimo intervento pubblico sul tema sanità. Il primo riguarda la Breast Unit di Sanremo, sulla quale Progetto Comune aveva denunciato il rischio di una futura dipendenza dal reparto di Ginecologia, destinato – secondo l’associazione – a una privatizzazione “di fatto” attraverso un bando per la gestione di medici e infermieri.
«La Breast Unit non è un semplice reparto di senologia chirurgica – spiegano da Progetto Comune – ma una struttura complessa che coordina la presa in carico totale della paziente: dalla prevenzione alla diagnosi, fino alla chirurgia ricostruttiva». La struttura rappresenta «un miracolo della sanità pubblica», grazie a un’équipe interdisciplinare composta da radiologi, oncologi, anatomopatologi e psicologi, questi ultimi indicati come esperienza unica in Italia. Secondo l’associazione, proprio questo modello avrebbe consentito di raggiungere percentuali di guarigione vicine al 90%. «Per mantenere questi standard d’eccellenza nazionale ed evitare dolorosi “viaggi della speranza” fuori provincia, la Breast Unit di Sanremo deve rimanere una struttura pubblica, autonoma e attrattiva, non un’appendice di un reparto privatizzato».
Il secondo punto accolto dalle istituzioni riguarda invece la riorganizzazione della sanità ligure. Progetto Comune critica il fatto che il piano sia stato elaborato senza attendere il nuovo piano pandemico nazionale e denuncia un eccessivo accentramento decisionale. Nel mirino dell’associazione finiscono in particolare l’accentramento del 118, le incertezze sul futuro della Cardiologia e la fragilità dei distretti sanitari. Secondo Progetto Comune, inoltre, il piano sanitario sarebbe stato costruito considerando esclusivamente la popolazione residente, senza tenere conto della forte presenza turistica e dei non residenti che gravitano sul territorio del Ponente ligure. Critiche anche sul tema del punto nascite, definito «strumento di propaganda elettorale».
«La riforma sanitaria ligure si sta compiendo nel buio più totale – conclude l’associazione – senza alcuna concertazione con medici, infermieri e personale socio-sanitario». Vengono evidenziate anche le tensioni nei rapporti sindacali, con la mancata pubblicazione delle graduatorie per tecnici e infermieri e l’incertezza sulle risorse economiche disponibili. Secondo Progetto Comune, esisterebbe inoltre il rischio concreto di non vedere applicato il nuovo contratto nazionale previsto per luglio. «La priorità della Regione sembra essere solo la concessione dei reparti ai privati», attacca ancora l’associazione, che richiama infine l’esperienza della pandemia: «Se la provincia di Imperia ha resistito al Covid è merito di pilastri pubblici come il reparto di Malattie Infettive, a differenza di regioni come la Lombardia dove le privatizzazioni selvagge hanno causato i tassi di mortalità più alti d’Italia».














