C’è una provincia che continua ad attrarre persone, soprattutto giovani adulti, ma che allo stesso tempo fatica sempre di più a costruire un futuro stabile per chi dovrebbe restare. È una fotografia fatta di contrasti quella che emerge dalla nuova indagine sulla qualità della vita per fasce d’età pubblicata dal Sole 24 Ore, che per il 2026 ha analizzato la situazione di bambini, giovani e anziani nelle 107 province italiane attraverso 60 indicatori territoriali. E la provincia di Imperia, dentro questa mappa dell’Italia che cambia, appare come un territorio sospeso tra due anime. Da una parte un luogo capace ancora di attrarre, soprattutto grazie al clima, alla qualità ambientale e ad una certa vivibilità diffusa. Dall’altra una realtà che mostra profonde fragilità strutturali: pochi laureati, servizi per l’infanzia insufficienti, anziani sempre più soli e un territorio che continua lentamente a invecchiare.
Il dato forse più sorprendente arriva dalla classifica dedicata ai giovani tra i 18 e i 35 anni. Imperia si piazza al 60° posto nazionale con 471,1 punti, lontana dalle province leader del Nord-Est ma comunque in una posizione intermedia che racconta un territorio meno fermo rispetto ad altre aree italiane. Il vero elemento che colpisce è però il saldo migratorio totale: Imperia è addirittura seconda in Italia, con un valore di 11,4, molto sopra la media nazionale del 5,3. Un dato che significa una cosa precisa: più persone arrivano rispetto a quelle che se ne vanno. Un fenomeno che negli ultimi anni si percepisce anche empiricamente tra i vicoli dei centri storici, nei borghi dell’entroterra acquistati da stranieri o nei nuovi residenti che scelgono la Riviera per lavorare da remoto o cambiare stile di vita.
Ma sotto questa superficie emergono criticità profonde. Imperia è 101ª in Italia per numero di laureati tra i 25 e i 39 anni, con appena il 20,1% contro una media nazionale del 28,7%. È 96ª per trasformazioni a tempo indeterminato, segnale di una forte precarietà lavorativa, e 102ª per presenza di amministratori comunali under 40. La provincia sembra quindi attrarre persone, ma non riuscire ancora a trattenere davvero capitale umano giovane e qualificato. Ancora più difficile la situazione sul fronte dell’infanzia. Nella graduatoria dedicata ai bambini, Imperia precipita all’87° posto nazionale con 368,5 punti. Una classifica che racconta una provincia dove nascere e crescere diventa progressivamente più complicato. I numeri parlano chiaro. Imperia è 91ª per copertura degli asili nido, 104ª per giardini scolastici e 97ª per delitti denunciati a danno di minori. A pesare è anche il dato sui pediatri: 94° posto nazionale, con appena 1,7 professionisti ogni mille residenti tra 0 e 14 anni.
E poi c’è un dato che forse più di tutti racconta il cambiamento sociale del territorio: Imperia è 101ª in Italia per “parenti su cui contare”. Un indicatore nuovo introdotto dal Sole 24 Ore che misura la solidità delle reti familiari e relazionali. Dietro quel numero c’è la trasformazione di una provincia dove i nuclei familiari si sono ridotti, i figli sono meno, i giovani spesso si spostano e l’entroterra continua lentamente a svuotarsi. Non mancano però elementi positivi. Imperia è seconda in Italia per presenza di mense scolastiche negli edifici scolastici e 14ª per palestre nelle scuole. Segnali che raccontano anche investimenti e una buona dotazione strutturale in parte del territorio.
Poi ci sono gli anziani. E qui emerge forse la fotografia più malinconica della provincia. Imperia è 83ª in Italia nella qualità della vita over 65, con 354,7 punti. Il dato più duro è quello delle persone sole: 103° posto nazionale. Il 45,1% dei nuclei familiari è composto da anziani che vivono soli, contro una media italiana del 38%. Un numero enorme, che racconta una provincia anziana, fragile, dispersa tra costa ed entroterra. Eppure anche qui convivono eccellenze e criticità. Imperia è 4ª in Italia per posti letto nelle specialità ad elevata assistenza e 35ª per assistenza domiciliare. Ma è contemporaneamente 87ª per medici specialisti e 82ª per geriatri.
Il quadro generale restituisce quindi l’immagine di una provincia che continua ad avere una forte capacità attrattiva, soprattutto grazie alla qualità climatica e ambientale, ma che deve fare i conti con una crisi demografica sempre più evidente. Lo stesso rapporto del Sole 24 Ore sottolinea come l’Italia stia vivendo un drastico calo dei bambini tra 0 e 14 anni e un forte aumento degli anziani nei prossimi dieci anni. E in un territorio come quello imperiese, dove il peso degli over 65 è già molto elevato e i giovani qualificati restano pochi, questa trasformazione rischia di diventare ancora più evidente. La sensazione, leggendo questi numeri, è che Imperia oggi sia una provincia che piace molto da vivere, ma sempre meno da costruire. Un luogo dove si arriva volentieri, ma dove fare famiglia, crescere figli o immaginare un percorso stabile resta ancora una sfida aperta.





