Dopo due settimane trascorse in Sierra Leone resta addosso “la sensazione di essere stati attraversati da una realtà complessa, stratificata e difficile da raccontare senza cadere nei cliché”. È questo il sentimento condiviso dai volontari rientrati dalla missione promossa da FHM Italia OdV, unica finanziatrice della ONG RCRC, organizzazione completamente gestita da personale locale qualificato.
L’obiettivo dell’associazione è quello di migliorare le condizioni di vita di bambini fragili e vulnerabili, offrendo loro una concreta possibilità di reinserimento nella società ed evitando l’istituzionalizzazione permanente. La base operativa del gruppo è stata la struttura di Lakka, che oggi ospita una cinquantina di bambini. Proprio qui si è potuto osservare da vicino il lavoro quotidiano svolto dagli operatori locali. In futuro, i minori verranno trasferiti nella vicina Tokeh, dove è in fase di costruzione un nuovo centro di riabilitazione reso possibile grazie alla generosità di numerosi sostenitori che hanno scelto di appoggiare il progetto.
Durante la permanenza in Sierra Leone, i volontari hanno visitato anche gli altri interventi finanziati dall’associazione. Tra questi, l’ambulatorio medico di Kroo Bay, una delle aree più difficili della capitale, una sorta di favela sovraffollata a pochi passi dal centro cittadino, segnata da condizioni di vita estremamente critiche e da diffuse dipendenze. Particolarmente toccante anche la visita alle carceri minorili, realtà dove spesso i bambini detenuti non sono criminali, ma minori che trovano nel carcere almeno la possibilità di mangiare regolarmente e frequentare la scuola. In alcuni casi, sono le stesse madri a chiedere il loro ingresso nella struttura affinché possano studiare.
Il viaggio ha fatto tappa anche alla scuola agraria di Mamanso, considerata non soltanto un luogo educativo ma un vero motore di sviluppo per l’intero villaggio. Un progetto che punta a creare autonomia, formazione e prospettive concrete per le giovani generazioni. L’esperienza vissuta ha lasciato nei partecipanti una riflessione profonda sul modo in cui l’Africa viene spesso raccontata. “Troppo spesso descritta come uno spazio uniforme di bisogno o come teatro emotivo per la coscienza occidentale”, spiegano i volontari, sottolineando invece come il viaggio abbia permesso di conoscere “modi differenti di stare al mondo, affrontare il dolore e costruire relazioni umane”.
Un’esperienza che conferma il valore del lavoro svolto da FHM Italia OdV, attiva da oltre vent’anni con un modello di intervento definito dai partecipanti “sostenibile ed efficace”, capace di offrire risposte concrete a tanti minori in condizioni di fragilità. Per sostenere i progetti dell’associazione è possibile visitare il sito ufficiale: www.fhmitalia.org. Alla missione erano presenti i volontari: Roberto Ravera, Paolo Secondo, Guido De Angeli, Barbara Ruffoni, Giovanna Morra, Francesca Fruet, Beatrice Prezzo e Giovanni Bestagno, consigliere comunale di Sanremo.






