A 91 anni ha deciso di sistemare tutto senza attendere il testamento. Enzo Ricci, storico fondatore del marchio dolciario Tre Marie, ha trasferito in vita l’intero patrimonio di famiglia al nipote Alessandro Ricci, amministratore delle holding familiari. Un’operazione, anticipata dal Corriere della Sera, che riguarda una fortuna stimata in oltre 400 milioni di euro tra immobili, partecipazioni societarie e investimenti finanziari.
Tra i beni compresi nell’eredità spicca anche un immobile molto conosciuto a Sanremo: il palazzo all’angolo tra via Mameli e via Matteotti, nel pieno centro cittadino. Lo stabile ospita una filiale di Intesa Sanpaolo ed è uno degli asset immobiliari più prestigiosi riconducibili alla famiglia Ricci fuori da Milano. L’atto notarile è stato firmato il 30 aprile scorso e prevede il trasferimento della nuda proprietà delle quote societarie ad Alessandro Ricci, mentre Enzo Ricci mantiene per sé l’usufrutto. Il patrimonio è suddiviso tra la holding finanziaria Viris e la società immobiliare Milaninvest Real Estate.
Nel portafoglio immobiliare figurano proprietà di assoluto prestigio, a partire dal palazzo di via Monte Napoleone 4 a Milano, oggi affittato a Dolce & Gabbana e valutato quasi 92 milioni di euro. Ma oltre agli immobili milanesi, uffici, negozi e appartamenti nel centro storico del capoluogo lombardo, trova spazio anche il patrimonio ligure con il palazzo sanremese tra via Mameli e via Matteotti, simbolo della presenza della famiglia Ricci nella città dei fiori. Alessandro Ricci, 52 anni, ha sempre mantenuto un profilo molto riservato. Imprenditore attivo nei settori immobiliare e idroelettrico, guida la Milaninvest dal 2002 ed è vicepresidente della Fondazione Paletti Ricci Onlus per l’infanzia.
La ricchezza della famiglia nasce soprattutto dalla storica cessione di Tre Marie al gruppo Barilla, avvenuta nel 1987. Enzo Ricci rimase poi alla guida dell’azienda fino al 1995, contribuendo alla crescita del marchio fino a raggiungere 550 dipendenti e 140 miliardi di lire di fatturato. Per il suo contributo all’economia e alla storia industriale milanese, nel 2017 Ricci è stato insignito dell’Ambrogino d'Oro.





