"Desidero rivolgere un sincero e profondo ringraziamento a tutte le persone che, in questi cinque mesi intensi e difficili, hanno sostenuto il percorso di Bordighera Viva. Sin dall’inizio abbiamo rinunciato consapevolmente a ogni forma di sostegno esterno che potesse limitare la nostra autonomia. Abbiamo scelto di restare liberi nelle idee, nelle decisioni e nella visione di città che volevamo proporre ai cittadini rinunciando, quindi, ad ogni facile consenso" - dice Carlo La Vigna alla conclusione delle elezioni amministrative a Bordighera.
'Bordighera Viva', la lista di Carlo La Vigna, ha ottenuto 141 voti (3,14%) piazzandosi quinta. "In questi mesi abbiamo dovuto affrontare ostacoli di ogni genere ma, nonostante tutto, Bordighera Viva ha continuato a portare avanti con dignità e coerenza un progetto nato contro l’immobilismo che negli ultimi anni ha caratterizzato la politica locale, troppo spesso concentrata su appartenenze, posizionamenti e rapporti di forza interni, anziché sulla ricerca concreta del bene comune" - dichiara Carlo La Vigna - "Per questo il mio ringraziamento più sentito va innanzitutto a tutti i componenti della lista, donne e uomini che hanno avuto il coraggio di esporsi pubblicamente per un’idea di città diversa, mettendo il volto, il tempo e la credibilità personale al servizio dell’intera comunità bordigotta".
"Un ringraziamento commosso va poi al 'nucleo storico' di Bordighera Viva: poche persone ma autentiche" - mette in risalto Carlo La Vigna - "Persone che hanno saputo mantenere la schiena dritta e la testa alta anche nei momenti più difficili. Persone pulite, leali, capaci di scegliere i valori invece dell’opportunismo, il sacrificio invece della convenienza personale. Persone che sanno donare senza chiedere nulla in cambio e che nel dono guardano più al bene di chi riceve che al proprio interesse. Considero queste persone un patrimonio umano raro e prezioso, vere risorse per un futuro virtuoso della nostra comunità".
"Consentitemi, però, anche una riflessione più amara e profondamente sincera. In questo percorso ho scoperto un volto della nostra città che non pensavo di trovare in una comunità che ritenevo culturalmente evoluta e civile" - evidenzia La Vigna - "Ho percepito in molti cittadini un timore diffuso nell’esprimere apertamente le proprie opinioni e il proprio orientamento civico. Quasi una paura di esporsi pubblicamente per sostenere un’idea di cambiamento, come se esistesse il rischio di essere giudicati, isolati o penalizzati per non essersi allineati a un potere consolidato. È una sensazione che lascia amarezza, perché una comunità cresce soltanto quando le persone si sentono libere di pensare, parlare e partecipare senza timori. Al tempo stesso è stato doloroso assistere, da parte di alcuni ambienti cittadini, a un impoverimento del confronto democratico, trasformando talvolta una competizione che avrebbe dovuto basarsi sui programmi, sulle idee e sull’affidabilità delle persone in una sorta di tifo da stadio, fatto di contrapposizioni sterili e appartenenze cieche".
"Eppure, nonostante tutto, la speranza non viene meno. Perché una comunità può attraversare fasi di chiusura, di paura o di rassegnazione, ma può sempre ritrovare la propria identità quando riscopre il valore della partecipazione, del coraggio civile e dell’amore sincero per il proprio territorio" - conclude La Vigna - "A tutti coloro che hanno creduto nel nostro percorso, anche semplicemente con una parola, un gesto, un incoraggiamento o un voto, va la mia gratitudine più profonda. Qualunque sarà il futuro, nessuno potrà cancellare la dignità, la passione e la libertà con cui questa esperienza è stata vissuta, con rispetto e riconoscenza".