Con l’entrata in vigore della Legge 21 aprile 2026 n. 75, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio scorso, cambiano profondamente le regole per chi va per mare. E se il titolo della norma — “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani” — può sembrare lontano dalla vita quotidiana dei pescatori, il suo ultimo capitolo riguarda invece direttamente il mondo della pesca professionale e sportiva. Dal 29 maggio le nuove disposizioni interesseranno anche molti operatori e appassionati della provincia di Imperia, da Sanremo a Imperia, passando per Bordighera, Arma di Taggia e Ventimiglia, dove la pesca rappresenta ancora una componente importante dell’economia locale e della tradizione marinara.
Professionisti: cambia la “patente a punti”
Per i pescatori professionali restano sostanzialmente invariate le sanzioni economiche per le infrazioni più comuni — pesca senza licenza valida, attività in zone vietate, superamento dei quantitativi autorizzati o utilizzo di attrezzi non conformi — con multe comprese tra 1.000 e 6.000 euro. La vera novità riguarda però il sistema della “patente a punti” sulla licenza di pesca, già esistente dal 2012 ma ora molto più severo. I punti verranno infatti assegnati immediatamente al momento dell’accertamento dell’infrazione grave e non più soltanto al termine del procedimento amministrativo. Le violazioni più pesanti comporteranno 7 punti, soprattutto nei casi di pesca su stock sottoposti a ricostituzione — come tonno rosso, nasello e gambero rosso — oppure per chi ostacola i controlli degli ispettori o opera con imbarcazioni inserite nelle liste europee della pesca illegale. “Con la recidiva scatterà automaticamente la sospensione della licenza per tre mesi, mentre alla seconda violazione potrà arrivare la revoca definitiva”, prevede la norma.
GPS, motori e registri: controlli più stringenti
La riforma introduce inoltre nuove fattispecie sanzionatorie che interesseranno direttamente molte imbarcazioni operative lungo la costa ligure. Alterare il GPS di bordo o interrompere volontariamente il segnale di geolocalizzazione costerà da 1.000 a 6.000 euro, così come modificare il motore per aumentare la potenza oltre i limiti certificati. Nel mirino finiscono anche le irregolarità nelle dichiarazioni di cattura e nella trasmissione dei dati via satellite. Se il quantitativo non dichiarato supera il 10% del pescato sbarcato, scatteranno anche i punti sulla licenza. Diventa infine esplicita la sanzione per chi viola l’obbligo europeo di sbarco del pescato: rigettare in mare specie soggette al landing obligation potrà costare fino a 12.000 euro.
Stretta sulla pesca illegale e sulla tracciabilità
La legge rafforza anche il contrasto alla pesca INN (illegale, non dichiarata e non regolamentata). Non sarà vietato soltanto pescare illegalmente, ma anche fornire assistenza o rifornimenti a imbarcazioni inserite nelle liste nere europee. Particolare attenzione viene dedicata alla tracciabilità del pescato, tema molto sentito anche nei mercati ittici e nella ristorazione della Riviera. Le violazioni sugli obblighi di etichettatura potranno comportare multe da 1.000 a 6.000 euro e la confisca del prodotto, salvo che il responsabile riesca a dimostrare la piena rintracciabilità della filiera.
Pesca sportiva: multe fino a 50mila euro
Le nuove regole riguarderanno da vicino anche il vasto mondo della pesca ricreativa e subacquea, molto diffuso lungo le coste imperiesi. Il limite giornaliero di 5 chili di pescato resta invariato, ma cambia radicalmente il sistema sanzionatorio. Chi supera il limite potrà andare incontro a multe progressive:
- da 500 a 3.000 euro tra 5 e 10 chili;
- da 2.000 a 12.000 euro tra 10 e 50 chili;
- fino a 50.000 euro oltre i 50 chili.
Le sanzioni aumenteranno ulteriormente in presenza di specie sottoposte a piani di ricostituzione, come il tonno rosso. Uno dei punti destinati ad avere maggiore impatto anche nei piccoli porti della provincia è il rafforzamento del divieto di vendita del pescato sportivo. Chi vende pesce catturato nell’ambito della pesca ricreativa rischia sanzioni da 4.000 a 12.000 euro. Ma la novità riguarda soprattutto chi acquista: ristoranti, pescherie o privati potranno subire la sospensione dell’attività commerciale da cinque a dieci giorni. “La responsabilità non ricade più soltanto sul pescatore, ma anche su chi alimenta il mercato parallelo del pescato non professionale”.
Fucili subacquei e minori
La legge introduce inoltre un divieto specifico di cessione o affidamento di fucili subacquei ai minori di sedici anni. Per chi viola la norma sono previste multe comprese tra 1.000 e 3.000 euro.
Una stretta destinata a farsi sentire
Il nuovo impianto normativo non rivoluziona completamente le regole esistenti, ma rende il sistema molto più rigoroso, automatico e cumulativo. Per i professionisti della pesca della provincia di Imperia il rischio maggiore sarà legato all’accumulo dei punti sulla licenza, mentre per i pescatori sportivi il vero cambio di passo riguarda i controlli sulla vendita del pescato e le sanzioni molto più elevate. Dal 29 maggio, dunque, andare per mare richiederà ancora più attenzione: documentazione in ordine, rispetto delle quote e tracciabilità diventeranno elementi fondamentali non solo per evitare le multe, ma anche per continuare a pescare.





