Si è svolta in un clima di profonda commozione e sincera partecipazione l’ultima Santa Messa celebrata nella Cappella del Santissimo Crocifisso di via Duca degli Abruzzi 233 a Sanremo, piccolo luogo di preghiera che da oltre sessant’anni rappresentava un punto di riferimento spirituale per tanti fedeli della zona. La celebrazione, officiata da Don Pietro Valdameri, Rettore del Santuario della Madonna della Costa, è stata vissuta con intensa emozione dalla comunità presente, raccolta attorno all’altare con il dolore nel cuore per una decisione che ha lasciato sgomento e incredulità: la cessazione delle celebrazioni liturgiche nella cappella, dove è custodita anche la venerata statua lignea di San Giuda Taddeo, donata da un benefattore per grazia ricevuta.
Durante l’omelia e al termine della funzione religiosa, Don Pietro ha comunicato ufficialmente ai presenti la chiusura delle celebrazioni, a seguito delle disposizioni assunte dalla Diocesi e dal parroco della Parrocchia degli Angeli, Don Angelo Di Lorenzo, entrato nel suo incarico nel 2025. Una scelta che interrompe una tradizione religiosa radicata nel quartiere da decenni e che ha colpito profondamente i fedeli, molti dei quali frequentavano quella Santa Messa mensile con autentica devozione e spirito familiare.
Volti commossi, lacrime trattenute e lunghi momenti di silenzio hanno accompagnato la funzione. Per molti residenti quella cappella non rappresentava soltanto un luogo di culto, ma una presenza viva, un rifugio spirituale, un simbolo di fede semplice e autentica tramandata negli anni. I fedeli, pur dichiarando rispetto verso le decisioni dell’autorità ecclesiastica, non nascondono il loro profondo dispiacere e stanno valutando, nelle sedi più opportune, come poter sostenere il diritto della comunità a continuare a vivere momenti di preghiera e devozione in quella cappella tanto amata. Tra coloro che negli anni hanno contribuito a mantenere viva la devozione verso San Giuda Taddeo a Sanremo vi è anche il regista e giornalista Roberto Pecchinino, da tempo legato spiritualmente alla piccola cappella di via Duca degli Abruzzi e impegnato nel valorizzarne la memoria, la tradizione e il significato religioso per tanti fedeli del quartiere e della città di Sanremo.
“Quella cappella non era soltanto un luogo dove si celebrava la Messa una volta al mese – racconta Pecchinino – ma un piccolo punto di luce spirituale per tante persone semplici, anziani, famiglie e devoti che negli anni hanno trovato conforto nella figura di San Giuda Taddeo. Sentire annunciare la fine delle celebrazioni ha provocato in tutti noi un dolore autentico.” Particolarmente significativo è stato anche il gesto concreto di solidarietà e unione dimostrato proprio da questa piccola comunità. In occasione della celebrazione è stato infatti ricordato il contributo raccolto dai fedeli, insieme al Lions Club Sanremo Host e alla Fondazione Geronimo Stilton nella persona di Elisabetta Dami, per sostenere i Rangers d’Italia guidati dal presidente Lorenzo Prette nell’acquisto di un sofisticato drone termico professionale.

Si tratta di un drone Autel Robotics EVO Lite 640T Enterprise Thermal, dotato di termocamera a infrarossi, capace di effettuare ricerche anche notturne e di individuare persone o animali dispersi grazie alla rilevazione del calore corporeo. Uno strumento particolarmente importante per interventi di protezione ambientale, monitoraggio del territorio e soccorso in aree difficili. L’idea nacque dopo alcuni episodi che avevano profondamente colpito la comunità: la scomparsa di alcuni cani in montagna e le difficoltà incontrate nelle ricerche. Da lì, grazie alla sensibilità del presidente Lorenzo Prette e alla generosità immediata dei fedeli della cappella, prese forma una raccolta fondi che in breve tempo ha permesso di contribuire concretamente all’acquisto del drone.
Un gesto che racconta bene lo spirito di questa comunità: una fede vissuta non solo nella preghiera, ma anche nella solidarietà, nell’aiuto reciproco e nell’attenzione verso il territorio e le persone. Nella piccola cappella di via Duca degli Abruzzi, in questi anni, si sono intrecciate storie di fede, grazie ricevute, amicizie, sofferenze e speranze. Ed è forse proprio questo che ha reso ancora più doloroso l’annuncio della fine delle celebrazioni religiose. Per molti fedeli presenti, quella celebrata da Don Pietro Valdameri non è stata soltanto una Messa, ma un momento destinato a rimanere nella memoria e nel cuore di una comunità che oggi teme di perdere una parte importante della propria identità spirituale.
































