Costeggiando i sentieri meno battuti di Rocchetta Nervina, precisamente nella suggestiva località di Paù, la terra restituisce frammenti di un passato remoto e ancora tutto da decifrare. È qui che si nasconde una piccola cavità naturale, un anfratto che a un primo sguardo distratto potrebbe apparire come uno dei tanti passaggi scavati dalla roccia e dal tempo, ma che a un occhio attento rivela indizi di un valore storico straordinario.
Entrando all'interno della grotta, l'elemento che salta subito all'occhio è il vistoso crollo di una parte della volta, un evento geologico che potrebbe aver sigillato e protetto per secoli i segreti custoditi nel sottosuolo. Ma la vera sorpresa è impressa sulla pietra: cinque incisioni antropomorfe, figure stilizzate che testimoniano una frequentazione umana antichissima e che aprono la strada a affascinanti ipotesi di ricerca.
La conformazione della cavità e la presenza delle incisioni fanno ipotizzare che il sito di Paù non sia stato un semplice rifugio transitorio. Al contrario, una campagna di indagini archeologiche mirate potrebbe portare alla luce tracce di una frequentazione continuativa attraverso varie epoche storiche.
In contesti simili legati al territorio ligure e alpino, cavità così strutturate venivano spesso utilizzate come:
- Siti di sepoltura: Luoghi protetti e sacri dove神秘, legati al culto dei defunti.
- Aree di culto e rituali: Le cinque figure umane incise nella roccia potrebbero indicare uno spazio sacro, un punto di riferimento spirituale per le comunità preistoriche o protostoriche della zona.
Il crollo della volta, se da un lato rende più complesse le prime osservazioni, dall'altro rappresenta una "capsula del tempo": gli strati archeologici sottostanti potrebbero essere rimasti perfettamente intatti, al riparo da contaminazioni e saccheggiamenti successivi.
"Il patrimonio nascosto dell'entroterra ci ricorda che ogni roccia ha una storia da raccontare. Paù è un tassello fondamentale che aspetta solo di essere studiato con gli strumenti della scienza archeologica." — Andrea Eremita
La valorizzazione e la documentazione di questo sito si devono all'incessante lavoro di ricerca sul campo e di divulgazione scientifica. L'indagine e lo studio della cavità di località Paù sono stati coordinati da Andrea Eremita, anima del noto Blog Archeonervia (punto di riferimento per gli appassiosi del settore con ben 266 articoli pubblicati e quasi 300.000 visualizzazioni complessive).
Al fianco di Eremita, per la riuscita delle ricognizioni e lo sviluppo delle ipotesi di studio, è stato fondamentale il contributo dei preziosi collaboratori e ricercatori: Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Aldo Ummarino e Paolo Ciarma.






