Si entra probabilmente nella settimana decisiva per il caso della piccola Beatrice, la bimba di soli due anni morta a Bordighera in circostanze ancora da chiarire e al centro di un’inchiesta della Procura di Imperia. Da domenica, infatti, sono ufficialmente scaduti i novanta giorni richiesti dal professor Francesco Ventura, direttore della Medicina Legale del policlinico San Martino di Genova, incaricato di eseguire l’autopsia e coordinare gli approfondimenti medico-legali sul decesso della bambina. Un termine che era stato fissato durante il conferimento dell’incarico avvenuto lo scorso 16 febbraio.
Ed è proprio per questo motivo che nelle prossime ore potrebbero arrivare sviluppi importanti su uno dei casi che negli ultimi mesi ha maggiormente colpito il Ponente ligure. Le ipotesi sul tavolo, al momento, sono sostanzialmente due. Da una parte la possibilità che vengano finalmente depositati gli esiti delle indagini medico-legali, degli esami istologici e degli accertamenti eseguiti dai consulenti. Dall’altra, invece, quella di una proroga tecnica di ulteriori trenta giorni, ipotesi che nelle ultime ore starebbe filtrando da ambienti vicini all’inchiesta e che servirebbe per consentire ulteriori approfondimenti specialistici. Al momento, però, non sarebbe ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale sulla proroga. Ed è proprio questo elemento ad alimentare l’attesa attorno alla giornata di oggi e ai prossimi giorni, considerati decisivi per comprendere quale direzione prenderà l’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia.
Nei giorni scorsi anche il legale di Emanuel Iannuzzi, l’avvocato Christian Urbini, aveva confermato come tra gli addetti ai lavori circolasse “l’ipotesi di una possibile estensione dei tempi, legata probabilmente alla necessità di completare e approfondire alcuni esami tecnici e istologici”. Secondo quanto emerso, la proroga potrebbe essere di circa trenta giorni, anche se, va ribadito, ad oggi non esisterebbero ancora comunicazioni ufficiali in tal senso. Un elemento che lascia quindi aperto ogni scenario: dal deposito imminente delle risultanze fino alla richiesta di ulteriore tempo da parte dei consulenti.
Nel frattempo restano iscritti nel registro degli indagati la madre della bambina, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi assistiti dai propri legali. Le indagini proseguono nel massimo riserbo e proprio gli esiti degli accertamenti medico-legali potrebbero rappresentare il passaggio chiave per comprendere cosa sia realmente accaduto alla piccola Beatrice. Parallelamente rimane aperta anche la delicata vicenda legata alle altre due figlie di Emanuela Aiello, attualmente collocate in struttura e al centro di un procedimento davanti al Tribunale per i Minorenni. Nelle scorse settimane l’avvocata Laura Corbetta aveva confermato come la madre “non abbia ancora potuto rivedere né sentire le bambine”, mentre si attende una nuova relazione dei servizi sociali.





