Con questa segnalazione, un lettore denuncia l’ennesima giornata di disservizi sulla linea Riviera Trasporti, descrivendo una situazione che – a suo dire – si ripete ormai quotidianamente e che coinvolge pendolari, studenti e famiglie.
«Sono costretto a rivolgermi al vostro giornale per denunciare il pessimo servizio che siamo costretti a subire ogni giorno» scrive A.P., che racconta ritardi continui, corse soppresse e orari non rispettati, al punto che «uno deve andare alla fermata e pregare sperando di vedere un bus arrivare». Il lettore riferisce di aver visto la linea Taggia–Sanremo, prevista ogni 20 minuti, transitare con due mezzi a distanza di soli cinque minuti l’uno dall’altro, mentre altre corse risultavano assenti. Una situazione che, secondo la segnalazione, crea disagi pesanti soprattutto per gli studenti.
«Oggi mio figlio, che frequenta il Liceo Amoretti di Baragallo, ci metterà un’ora e mezza per arrivare a scuola, costretto a prendere la linea Sanremo–Andora perché la Sanremo–Taggia non è presente. Ma che servizio è?». Il genitore ricorda inoltre che molte famiglie hanno pagato abbonamenti annuali da 350 euro, chiedendosi se, alla luce dei disservizi, non sarebbe opportuno un rimborso: «Con questo servizio, l’azienda dovrebbe restituire tutto quanto pagato a inizio anno scolastico. È inammissibile vivere un calvario simile in un Paese civile».
La critica si estende anche alla gestione pubblica dell’azienda: «Riviera Trasporti è un’azienda pubblica. La responsabilità ricade sugli amministratori che non sono in grado di garantire un servizio decente. Non si sentono mai, non intervengono mai, se ne lavano le mani».
A.P. solleva poi un interrogativo sulle risorse economiche del territorio: «Se il Casinò di Sanremo ha davvero fatto utili per milioni di euro, perché non destinarli al miglioramento del servizio? Si potrebbero acquistare bus e assumere autisti, visto che le corse vengono annullate sistematicamente». Il lettore critica anche le priorità politiche: «Si preferisce spendere centinaia di migliaia di euro per i concerti estivi, ma se il trasporto pubblico non funziona, i turisti senza auto non torneranno. È inutile partecipare a fiere turistiche se poi le persone non possono spostarsi».
Infine, un appello amaro: «Molti ormai usano la macchina perché il mezzo pubblico è inutilizzabile, e così addio riduzione dell’inquinamento. I giovani scappano o sognano di farlo. Gli amministratori facciano un esame di coscienza».





