Da questa mattina entra ufficialmente in vigore la nuova stretta sui monopattini elettrici. Una rivoluzione destinata a cambiare concretamente la circolazione nelle città italiane e anche nel ponente ligure, dove negli ultimi anni questi mezzi hanno avuto una diffusione enorme, soprattutto tra giovani, lavoratori e persone senza patente.
Casco obbligatorio, contrassegno identificativo, limiti di velocità più rigidi, divieti, nuove sanzioni e controlli più stringenti: il legislatore prova così a mettere ordine in un settore rimasto a lungo in una sorta di “zona grigia”, soprattutto dal punto di vista normativo.
A spiegare nel dettaglio le novità è il comandante della Polizia Locale di Sanremo Fulvio Asconio, che sottolinea come il cambiamento più importante sia proprio il riconoscimento giuridico del monopattino come vero e proprio veicolo.
“Finalmente viene riconosciuto come veicolo – spiega –. All’inizio c’era un po’ di dubbio: giocattolo, non giocattolo, veicolo o non veicolo. Oggi invece è definito veicolo a tutti gli effetti e rientra nella categoria dei velocipedi prevista dall’articolo 50 del Codice della Strada”.
Un passaggio che cambia radicalmente l’approccio ai controlli e alla circolazione. “Qualsiasi comportamento sulla strada adesso è soggetto alle norme del Codice della Strada anche per il monopattino. Quindi precedenze, regole di circolazione e comportamenti diventano finalmente contestabili come per gli altri veicoli”.
Le nuove norme nascono soprattutto per motivi di sicurezza. Negli ultimi anni, infatti, il numero di monopattini in circolazione è cresciuto in maniera esponenziale. “È diventato uno strumento molto utilizzato – sottolinea Asconio – soprattutto per praticità. Però resta un mezzo fragile in caso di urto e spesso molto pericoloso”.
Tra le novità principali entra in vigore l’obbligo del casco omologato per tutti i conducenti. Viene inoltre introdotta l’età minima di 14 anni per poter guidare un monopattino elettrico.
Arriva poi il nuovo contrassegno identificativo adesivo e non rimovibile, una sorta di “targhino identificativo”, pur non essendo tecnicamente assimilato a una targa tradizionale. Il codice dovrà essere richiesto tramite il Portale dell’Automobilista o attraverso agenzie abilitate e sarà associato al proprietario del mezzo. “Deve essere sistemato nella parte posteriore del monopattino – spiega il comandante – ed è realizzato in modo tale che, se si prova a staccarlo, si distrugga”.
Il mezzo dovrà inoltre essere dotato di doppi freni, indicatori luminosi di direzione e dispositivi di illuminazione funzionanti. Nelle ore notturne sarà obbligatorio anche indossare giubbotti o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.
Per quanto riguarda la circolazione, i monopattini potranno muoversi esclusivamente nei centri urbani dove il limite massimo di velocità è fissato a 50 chilometri orari e sulle piste ciclabili. Vietata invece la circolazione fuori dai centri abitati. “Prima si vedevano monopattini anche su strade con limiti a 70 chilometri orari – osserva Asconio –. Adesso non sarà più possibile”.
Restano inoltre limiti precisi di velocità: massimo 20 chilometri orari sulle strade urbane e sulle piste ciclabili, 6 chilometri orari nelle aree pedonali. Vietato trasportare passeggeri, utilizzare il cellulare durante la guida, circolare sui marciapiedi – salvo conducendo il mezzo a mano – o guidare senza entrambe le mani sul manubrio.
Altro tema centrale è quello dei monopattini modificati o “truccati”. “Molti monopattini hanno limitatori di velocità facilmente bypassabili – spiega il comandante – e questo li porta a raggiungere velocità molto superiori ai 20 chilometri orari. Alcuni arrivano tranquillamente a 50 o 60 all’ora. E con ruote così piccole diventano estremamente pericolosi”. Il documento normativo prevede inoltre che il motore abbia una potenza nominale continua non superiore a 0,50 kW.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai monopattini con seduta. “Abbiamo già sequestrato diversi monopattini con sellino – racconta Asconio –. In quel caso non vengono più considerati monopattini, ma assimilati a ciclomotori o motocicli a seconda delle caratteristiche tecniche”.
L’assicurazione obbligatoria, inizialmente prevista già da oggi, entrerà invece in vigore dal prossimo 16 luglio. Nel frattempo però scattano già le nuove sanzioni amministrative. Si va da circa 50 euro per violazioni come l’assenza del casco, la circolazione vietata o la mancanza di dispositivi obbligatori, fino ai 100 euro per assenza del contrassegno identificativo. Nei casi più gravi è prevista anche la confisca del mezzo.
Asconio sottolinea inoltre come i controlli non siano sempre semplici dal punto di vista tecnico. “Per verificare realmente velocità e potenza servono officine autorizzate e accertamenti specifici. Però il fatto di aver definito finalmente il monopattino come veicolo è già un passo enorme”.
E conclude con una riflessione più ampia sul futuro della normativa: “Secondo me è stato fatto un grande passo avanti, ma alcuni aspetti andranno ancora rivisti. In certi casi 50 euro rischiano di non essere un vero deterrente. Probabilmente serviranno anche sanzioni accessorie più incisive. Però finalmente oggi esistono regole molto più chiare”.





