Tra una settimana i cittadini di Santo Stefano al Mare saranno chiamati alle urne per rinnovare il sindaco e il consiglio comunale. In vista dell’appuntamento elettorale, il primo cittadino uscente Marcello Pallini ha tracciato un bilancio del mandato amministrativo e illustrato le priorità del programma con cui si ripresenta agli elettori, rivendicando quanto realizzato negli ultimi cinque anni e respingendo le accuse mosse dagli avversari politici.
Naturalmente, tra una settimana si va al voto, qual è lo spirito che la vede in questo momento affrontare la consultazione elettorale? “L’amore per il paese, questo amore che ho sempre avuto e questo servizio che ho sempre cercato di dare. Mi sono ricandidato perché ci sono molte cose che sono state fatte, altre che devono essere completate e poi c’è da gestire anche una situazione di transizione e avvicinare altra gente che possa in qualche modo operare nei prossimi anni su Santo Stefano. Santo Stefano è una bomboniera sul mare che è cresciuta molto e io ho il dovere di portare a termine alcuni aspetti. Mi dispiace che dall’altra parte ci siano attacchi un pochino pretestuosi che non hanno nulla a vedere con la realtà.”
Cinque anni di sua conduzione di Santo Stefano al Mare a livello amministrativo: facciamo un bilancio di questi anni “È un bilancio assolutamente positivo che ho provato a riassumere anche nel registro di mandato. Invito chiunque a prenderlo perché ci sono scritti fatti, non parole. Abbiamo agito a 360 gradi: inclusione sociale con uno sportello e un centro di ascolto, sicurezza, ecologia. Partiranno lavori per oltre due milioni e mezzo di euro per la protezione dell’ecosistema. Abbiamo lavorato sulla rigenerazione urbana con la piazza: Santo Stefano è uno dei pochi paesi che ha tre piazze, quindi tre luoghi di incontro. Abbiamo cambiato gli uffici comunali per essere più vicini alla gente e redistribuire gli spazi, creando ambienti per gli anziani, un centro di conversazione e uno studio medico. Dall’altra parte sento parlare di degrado sociale, culturale e storico. Santo Stefano non ha nessun degrado sociale o culturale e questa è un’offesa anche ai cittadini. È un paese vivo grazie alle associazioni sportive, culturali e ricreative. Non c’è bisogno di rinascita, ma di evoluzione, confronto e ascolto.”
Come vede il futuro dei prossimi cinque anni del paese di Santo Stefano al Mare? “Ho presentato un programma che parte dalle cose fatte e va verso quelle da completare. Dobbiamo migliorare ancora di più i servizi alla popolazione: stiamo cercando di capire cosa fare con la casa di riposo e abbiamo già delle offerte in questo senso. Continueremo l’evoluzione green e abbiamo opere in progetto per la rigenerazione urbana, tutto nell’ottica di una crescita complessiva della vivibilità del paese.”
Quali sono le differenze secondo lei tra questa campagna elettorale e quella precedente? “Ho letto il loro programma e ci ho trovato tante cose che esistono già, che sono state fatte o sono in itinere. Questo mi lascia un po’ allibito. Io cito sempre una frase che mi disse Gianni Cozzi: le persone si dividono in chi non ha sogni, chi ha sogni e non fa nulla per realizzarli e chi ha sogni e fa di tutto per realizzarli. Io credo di avere sempre avuto sogni e visioni e di avere fatto di tutto per realizzarli. Per fare questo ci vuole una squadra coesa. Ho messo insieme persone con esperienza che aiuteranno altre persone a crescere. Quello che ho scritto nel programma andrò a realizzarlo. Ho costruito la squadra non perché sia simpatica, ma perché sia capace. Dall’altra parte sento parlare di rinascita e di cose che non fanno parte dei bisogni di Santo Stefano. Non vedo la stessa creazione di una squadra che abbia esperienza, visione e che abbia vissuto Santo Stefano. Si parla anche della diminuzione della popolazione e del calo delle nascite, ma sono problemi di carattere più generale sui quali non credo un Comune possa incidere direttamente.”
Terminiamo con quello che vuole dire ai sanstevesi: “Abbiamo fatto un percorso in tutti questi anni. Non sono chiuso in una torre d’avorio come ho sentito dire: da me si può venire in qualsiasi momento, la mia porta è sempre aperta e non ho mai fatto prendere appuntamenti. Quando mi vedono per strada è la stessa cosa, sono disponibile per tutti. Ho costruito una squadra che possa realizzare ciò che ho scritto e detto. Quello che voglio realizzare nasce dall’ascolto di oltre vent’anni vissuti da amministratore al servizio del paese. Ho messo insieme esperienza e gioventù: i più esperti aiuteranno gli altri a crescere, ma tutti hanno le capacità per trasformare in realtà ciò che promettiamo.”









