“Abbiamo sentito una grossa esplosione, poi dei colpi sul tetto. Quando siamo usciti fuori abbiamo visto il campanile parzialmente demolito”. È il racconto di Maurizio Donzella, uno dei residenti della frazione di Corte, a Molini di Triora, tra i primi ad accorgersi di quanto accaduto ieri sera durante il violento temporale che ha colpito l’alta Valle Argentina.

Il suo racconto ricostruisce i momenti immediatamente successivi al fulmine che, intorno alle 21, ha centrato il campanile della chiesa della piccola frazione provocando il crollo di parte della struttura e la caduta di detriti e pietre sulle abitazioni vicine.
“Ad un certo punto con mia moglie abbiamo sentito come una grossa esplosione, poi dei colpi sul tetto”, racconta. “Siamo usciti fuori e abbiamo visto il campanile parzialmente demolito”.
Attimi di paura e confusione, con il forte temporale ancora in corso e la consapevolezza immediata della gravità della situazione. “Abbiamo avvisato immediatamente i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e poi sono arrivati i carabinieri e il sindaco Manuela Sasso”.

Sul posto, nel giro di poco tempo, sono intervenuti i soccorsi e le autorità per mettere in sicurezza la zona e verificare le condizioni del campanile danneggiato dal fulmine. “Hanno constatato il disastro, per poi procedere all’evacuazione di alcune case”.
La frazione questa mattina si è risvegliata tra transenne, detriti e verifiche tecniche ancora in corso. Diverse abitazioni sono state interessate dalla caduta di pietre e materiale proveniente dal campanile colpito dalla scarica elettrica.

Una decina le persone evacuate per precauzione tra residenti e villeggianti, mentre nelle prossime ore proseguiranno gli accertamenti sulla staticità della struttura prima di poter consentire il rientro nelle abitazioni interessate.
Fortunatamente non si registrano feriti, ma la paura nella piccola frazione dell’alta Valle Argentina resta forte, soprattutto tra chi ieri sera si è trovato a pochi metri dal campanile nel momento in cui il fulmine ha colpito la chiesa.
(Foto e video di Christian Flammia)





