Eventi - 14 maggio 2026, 09:30

Bordighera abbraccia Libereso, sala gremita per il primo incontro della rassegna dedicata al "giardiniere di Calvino"

Grande partecipazione alla Biblioteca Civica per la presentazione del libro curato da Claudio Porchia e l’incontro sulla cucina floreale con Ilaria Positano dei Fiori di Castel d’Appio

Bordighera abbraccia Libereso, sala gremita per il primo incontro della rassegna dedicata al "giardiniere di Calvino"

Parte con il tutto esaurito a Bordighera la rassegna “Omaggio a Libereso: il giardiniere di Calvino”, promossa dall’Associazione Il Ponte in collaborazione con l’Associazione Amici di Libereso. Un progetto nato per restituire piena attualità al pensiero di Libereso Guglielmi, intrecciando botanica, letteratura e cultura del paesaggio attraverso incontri, libri, mostre e laboratori.

La Biblioteca Civica si è trasformata così in uno spazio vivo di memoria, confronto e sperimentazione, aperto a un pubblico trasversale accomunato dall’interesse per la natura, la sostenibilità e la biodiversità. Al centro della rassegna, la visione di Libereso: un invito a rallentare, osservare e riscoprire il rapporto autentico con il mondo vegetale, quella che lui stesso amava definire “anarchia vegetale”.

Il primo incontro, condotto dal giornalista Claudio Porchia, ha preso avvio dal libro dedicato alle ricette del “giardiniere di Calvino” per sviluppare una riflessione sui temi della cucina sostenibile, della biodiversità alimentare e del legame tra terra e tavola. Particolare attenzione è stata riservata ai fiori eduli, che Libereso ha raccontato e promosso per tutta la vita come elemento naturale di una cucina semplice, sana e creativa.

Ospite dell’incontro l’azienda I Fiori di Castel d’Appio con Ilaria Positano, che ha portato la propria esperienza nella coltivazione e distribuzione di fiori eduli tra Italia e Costa Azzurra, illustrandone gli utilizzi in cucina e il crescente interesse nel mondo della ristorazione contemporanea.

Nel corso dell’incontro, Porchia ha sottolineato come la lezione di Libereso sul “mangiare il giardino” — ovvero ripensare il giardino anche come spazio alimentare e produttivo — trovi oggi una concreta applicazione proprio nell’esperienza dei Fiori di Castel d’Appio, realtà capace di coniugare estetica, sostenibilità e agricoltura.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per inaugurare la mostra dedicata a Libereso, con disegni, manoscritti e materiali originali che raccontano il suo universo creativo e botanico. L’esposizione comprende inoltre una sezione dedicata alla storia della botanica, curata da Marco Damele, con strumenti tecnici dell’Ottocento, erbari e reperti vegetali provenienti dalla sua collezione personale. Tra gli oggetti esposti figurano antiche presse botaniche, un prezioso “vasculum” del XIX secolo e una raccolta di erbari dedicati alle principali erbe spontanee locali, raccolte ed essiccate dallo stesso Damele. La mostra resterà visitabile fino al 13 giugno.

Questo il calendario dei prossimi incontri:

Giovedì 4 giugno – ore 16.30
Diario di un giardiniere anarchico (Rete Semi Rurali)
Mostra documentaria e fotografica “Il mondo di Libereso”

Un appuntamento dedicato alla filosofia di vita di Libereso: il diario si rivela non solo racconto di giardinaggio, ma autentico manifesto di libertà e rispetto per la natura. Saranno presenti i figli Tanya e Barry Guglielmi.

Giovedì 11 giugno – ore 16.30
L’erbario di Libereso (Rete Semi Rurali)
Laboratorio botanico

L’incontro valorizzerà la straordinaria capacità di Libereso di riconoscere e raccontare le piante, unendo rigore scientifico e sensibilità artistica. Workshop aperto a giovani e adulti con Diego Lupano e Marco Damele.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

Redazione

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