Attualità - 14 maggio 2026, 15:57

Da Santo Stefano al Mare a Milano: reti fantasma e sostenibilità, al convegno AzzeroCO2 focus su ambiente, imprese e tutela del mare

l Talent Garden di Milano presentati i risultati dei progetti di transizione ecologica: dal contrasto alla povertà energetica al recupero di oltre 300 kg di reti fantasma nei fondali di Santo Stefano al Mare

Si è tenuto ieri, 13 maggio, al Talent Garden di Milano, il convegno “Connessioni sostenibili. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione”, organizzato dalla Fondazione AzzeroCO2 con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Salute. Nel corso dell’incontro, che ha registrato una forte partecipazione soprattutto dal mondo delle imprese, sono stati illustrati i risultati raggiunti negli ultimi sette anni da numerosi progetti dedicati alla transizione ecologica e alla sostenibilità ambientale e sociale.

AzzeroCO2, società di ingegneria e consulenza strategica per la sostenibilità fondata da Legambiente e Kyoto Club, ha presentato diverse iniziative sviluppate in collaborazione con enti, associazioni e realtà territoriali. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata a Energy POP, campagna contro la povertà energetica, e a Ortofrutta Solidale Diffusa, progetto che ha portato alla realizzazione di oltre 50 orti solidali coinvolgendo più di 35 cooperative sociali. Spazio anche a Mosaico Verde, definita come la più ampia iniziativa nazionale di ripristino degli ecosistemi, grazie alla quale sono state messe a dimora 341mila piante, rigenerati 336 ettari di territorio e avviati 243 progetti in 19 regioni italiane.

Tra gli interventi che hanno suscitato maggiore interesse, quello dedicato al recupero delle cosiddette “reti fantasma”, illustrato dalla biologa marina Monica Previati. Il progetto, realizzato insieme al Diving Nautilus e al Comune di Santo Stefano al Mare, è stato promosso da Legambiente e AzzeroCO2 in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Imperia e con il supporto del gestore portuale D-Marin. L’iniziativa ha consentito il recupero di oltre 300 chilogrammi di attrezzi da pesca abbandonati sui fondali marini. «Con il termine “reti fantasma” si indicano reti, lenze e attrezzi da pesca persi o abbandonati che giacciono sui fondali marini», ha spiegato Monica Previati. «Si tratta di materiali che continuano a pescare in modo passivo per lungo tempo, intrappolando organismi marini e contribuendo a una pressione ecologica costante».

Secondo la biologa marina, le reti fantasma rappresentano una delle minacce più gravi per la biodiversità marina del Mediterraneo. «Le reti fantasma rappresentano un pericolo significativo per uccelli, cetacei e tartarughe, ma anche per migliaia di organismi più piccoli, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi costieri, come gorgonie, spugne, ricci e stelle marine», ha sottolineato. Oltre alla cattura accidentale della fauna marina, questi materiali contribuiscono al degrado fisico dei fondali e al rilascio di microplastiche nell’ambiente a causa dell’azione delle correnti. «Progetti come Mosaico Verde e le iniziative di recupero delle reti fantasma risultano fondamentali non solo per la rimozione concreta dei rifiuti, ma anche per la liberazione degli organismi intrappolati e per la sensibilizzazione sul tema», ha concluso Previati. «Il recupero di circa 300 kg di reti ha permesso la liberazione di centinaia di migliaia di organismi marini, che possono così tornare a colonizzare liberamente l’area della secca di Santo Stefano al Mare».

Le iniziative presentate durante il convegno assumono infine un ruolo strategico anche nel rafforzare la collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e realtà locali, favorendo nuove partnership e attività di monitoraggio per la tutela degli ecosistemi marini e terrestri.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU