Sanremo accelera sul nuovo piano facciate, il progetto destinato a ridefinire le regole per il restauro e la riqualificazione di 215 palazzi e fabbricati del centro. Il provvedimento sarà esaminato dalla seconda commissione edilizia e approderà lunedì prossimo in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Tra le principali novità emergono importanti correzioni rispetto alle ipotesi iniziali: scuole storiche e Teatro Ariston saranno orientati alla tutela e non alla demolizione, segnando un cambio di rotta dell’amministrazione.
Uno dei punti più discussi riguarda le due scuole Mater di via Bixio e Almerini (parte sud) di via Asquasciati, edifici vincolati da una legge del 1939 che tutela le strutture scolastiche con oltre 70 anni di servizio. In una prima fase era stata ipotizzata la possibilità di demolizione qualora fosse caduto il vincolo. L’assessore all’urbanistica Massimo Donzella ha però chiarito la nuova posizione del Comune: "A livello amministrativo abbiamo ritenuto che, avendo una funzione scolastica, fosse necessario impegnarsi per preservare per quanto possibile le due opere. Parliamo di luoghi fondamentali anche per la formazione. Se dovessero porsi problemi effettivi valuteremo, ma l’intenzione è salvaguardare".
Revisione significativa anche per la scheda del Teatro Ariston: il teatro del Festival della Canzone Italiana resta patrimonio da preservare. "Si tratta di un edificio simbolico – spiega Donzella – Faremo eventualmente discorsi di miglioria della struttura, ma la priorità è preservare un patrimonio storico e culturale". Il piano facciate punta a un equilibrio tra tutela e innovazione. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è rendere Sanremo competitiva con le altre città europee, affiancando alla salvaguardia degli edifici storici interventi moderni e funzionali.
Su 215 immobili schedati:
- una parte potrà essere oggetto di demolizione e ricostruzione;
- altri saranno destinatari di interventi migliorativi e conservativi;
- diversi fabbricati minori o incongrui potranno essere abbattuti per favorire la rigenerazione urbana.
"Dobbiamo accostare agli immobili che rappresentano il nostro patrimonio storico ciò che di buono il moderno può offrire", conclude l’assessore. Il passaggio in consiglio comunale sarà il banco di prova definitivo per un piano destinato a incidere profondamente sul volto del centro cittadino nei prossimi anni.





