Si è chiuso con un patteggiamento il procedimento legato alla drammatica esplosione avvenuta nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 2022 a Molini di Triora, tragedia nella quale perse la vita il 21enne Leonardo Franza e rimasero feriti altri cinque giovani. Nella giornata di ieri, durante l’udienza preliminare davanti al tribunale di Imperia, il giudice ha ammesso il patteggiamento a due anni di pena per Matteo Emanuelli, unico imputato nell’inchiesta. La pena è stata concessa con sospensione condizionale.
Emanuelli era accusato di crollo di costruzioni e omicidio colposo in relazione all’esplosione che devastò l’abitazione dove si trovavano i ragazzi quella notte. A confermare gli sviluppi dell’udienza è stata l’avvocata Loredana Modaffari, legale di parte civile per Fabiola Mannella — la giovane che avrebbe riportato le conseguenze fisiche più gravi — e, insieme al collega Andrea Pessi di Venezia, per i familiari di Leonardo Franza. “L’udienza preliminare si è conclusa con l’ammissione del patteggiamento dell’unico indagato, Matteo Emanuelli”, ha spiegato l’avvocata. “Ha patteggiato due anni, ovviamente con la condizionale”.
Nel procedimento si sono costituite parti civili la famiglia Franza e Fabiola Mannella. Secondo quanto riferito dalla legale, non vi sarebbe stato un risarcimento diretto da parte dell’imputato, mentre le persone coinvolte avrebbero ottenuto soltanto un ristoro parziale attraverso la compagnia assicurativa legata alla fornitura del gas. “Le parti sono state parzialmente risarcite da una compagnia di assicurazione”, ha spiegato Modaffari. “Si tratta di una copertura che abbiamo tutti senza sapere realmente come funzioni fino a quando non accadono tragedie di questo tipo”. L’avvocata ha inoltre chiarito che alcune delle persone coinvolte hanno preferito non proseguire ulteriormente nel procedimento, ritenendo sufficiente quanto ottenuto fino a oggi. Diversa invece la posizione della famiglia Franza e di Fabiola Mannella. “Per gli altri è stata fatta una scelta diversa, mentre noi andremo avanti con la causa civile per ottenere il risarcimento integrale del danno”, ha spiegato.
Con il patteggiamento, infatti, il procedimento penale si è sostanzialmente concluso senza che il giudice potesse pronunciarsi sugli aspetti civilistici della vicenda: “Il patteggiamento chiude il processo penale e non consente al giudice di pronunciarsi sulle statuizioni civili”, ha aggiunto la legale. “Per questo motivo sarà necessario avviare una causa civile”. L’esplosione di Molini di Triora sconvolse l’intero Ponente ligure. Quella notte, all’interno dell’abitazione, si trovavano diversi giovani. L’esplosione provocò il crollo dell’edificio e la morte di Leonardo Franza, 21 anni, mentre altri ragazzi rimasero feriti, alcuni in maniera grave.
Secondo le contestazioni formulate durante le indagini, all’origine della tragedia vi sarebbero state presunte irregolarità legate all’impianto del gas e alla gestione dell’immobile. Ora, chiuso il capitolo penale con il patteggiamento, la vicenda proseguirà sul piano civile.





