La provincia di Imperia conferma la propria forte vocazione internazionale e si candida a diventare sempre più un punto di riferimento per il comparto luxury e per l’export ligure. È quanto emerge dall’indagine campionaria condotta da Confindustria Imperia su 19 aziende rappresentative del settore lusso del Ponente ligure e dalla ricerca specifica sull’export realizzata da Cribis per l’associazione degli industriali imperiesi. I dati sono stati presentati oggi pomeriggio al Royal Hotel di Sanremo, durante un incontro che ha visto anche la partecipazione del presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra, Roberto Costa.
Un territorio sempre più orientato all’export
Secondo la ricerca elaborata da Cribis, in Liguria operano 1.816 aziende esportatrici su un totale di 139.089 imprese attive. Di queste, 388 registrano un valore dell’export superiore al 50% del proprio fatturato, a conferma di un tessuto economico fortemente proiettato verso i mercati internazionali. Nel dettaglio territoriale, la provincia di Imperia conta 263 aziende esportatrici, di cui 77 con una quota export superiore al 50% del fatturato. Un dato che evidenzia come il commercio internazionale rappresenti un elemento strutturale dell’economia locale. La distribuzione delle imprese esportatrici liguri vede Genova in testa con 1.082 aziende, seguita da Imperia con 263, Savona con 258 e La Spezia con 213. Il valore complessivo dell’export ligure nel 2025 ha raggiunto 9,4 miliardi di euro, facendo registrare una crescita del 10% rispetto al 2024. I principali mercati di destinazione risultano essere Stati Uniti, Francia, Germania, Indonesia, Spagna e Regno Unito.
Regno Unito mercato strategico per il Ponente ligure
Tra i dati più significativi emersi dalla ricerca spicca il forte incremento dell’export verso il Regno Unito. Nel 2025 le esportazioni delle imprese del Ponente ligure verso il mercato britannico hanno infatti superato i 20 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al 2024, quando si attestavano a 10,8 milioni, e quasi quattro volte il valore registrato nel 2023, pari a 5,5 milioni. Un andamento che conferma il Regno Unito come uno dei principali mercati di sbocco e di crescita soprattutto per le imprese del settore lusso. Positivi anche i dati relativi ai pagamenti da parte dei clienti britannici. Nel 2025 il 60,5% dei pagamenti verso le aziende del Ponente ligure è stato effettuato alla scadenza, in aumento rispetto agli anni precedenti. In calo, invece, i pagamenti entro i 90 giorni, attestati al 37,1%, e quelli oltre i 90 giorni, scesi al 2,4%. Numeri che risultano migliori rispetto alla media italiana, dove solo il 43,4% dei pagamenti avviene alla scadenza, mentre il 52,5% viene effettuato entro 90 giorni e il 4,1% supera i 90 giorni.
Il lusso imperiese vale oltre 200 milioni di euro
L’indagine realizzata da Confindustria Imperia sul comparto luxury è stata condotta su un campione di 19 imprese rappresentative del territorio, differenti per dimensione e attività economica. Le aziende coinvolte generano complessivamente un fatturato superiore ai 200 milioni di euro e impiegano circa 1.000 dipendenti, evidenziando il peso crescente del settore nell’economia provinciale. Dall’analisi emerge un tessuto imprenditoriale solido e radicato: l’84% delle imprese del campione opera da oltre dieci anni in provincia di Imperia, segnale di una presenza consolidata e di una forte connessione con il territorio. Il target della clientela è per il 52% internazionale, mentre la tipologia prevalente è quella business, pari al 44%. La fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra i 40 e i 60 anni, che incide per il 63%. Il settore appare fortemente orientato ai mercati maturi, con particolare attenzione a Stati Uniti, Germania, Austria, Svizzera, Nord Europa e Costa Azzurra, ma guarda con crescente interesse anche alle opportunità offerte dai mercati emergenti come India, Sud-Est Asiatico e Medio Oriente. I primi quattro mercati di riferimento per l’export delle aziende del campione sono Francia, Stati Uniti, Europa e Regno Unito.
Tesorini: “Serve una strategia comune per valorizzare il lusso del Ponente”
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il presidente di Confindustria Imperia, Luciano Tesorini, che ha sottolineato l’importanza strategica dell’internazionalizzazione per il tessuto economico locale. “I dati raccolti e rielaborati da Cribis dimostrano che l’export italiano è in forte crescita, che esportare all’estero può aumentare il flusso di cassa e che le aziende che esportano sono mediamente più sane”, ha dichiarato Tesorini. Il presidente di Confindustria Imperia ha poi evidenziato come il comparto luxury sia ormai una realtà consolidata nel Ponente ligure: “L’indagine realizzata da Elena Sparago conferma come il lusso nel Ponente Ligure sia già presente in modo diffuso e che la vera sfida sia coordinarlo, valorizzarlo e renderlo riconoscibile a livello internazionale”, ha spiegato. Secondo Tesorini, il futuro del settore sarà sempre più legato a esperienze personalizzate, autentiche e sostenibili: “Il futuro del lusso sarà sempre più orientato verso esperienze personalizzate, autentiche e sostenibili, con standard qualitativi elevatissimi e una crescente attenzione alla dimensione relazionale ed emotiva del viaggio”, ha aggiunto. Fondamentale, inoltre, sarà la capacità del territorio di costruire una rete integrata tra imprese e operatori: “I suggerimenti arrivati dagli operatori convergono verso un approccio integrato: occorre fare rete, favorire maggiori sinergie tra imprese, costruire un’identità comune, migliorare accessibilità e servizi, investire sulle persone e rafforzare la presenza del comparto sia a livello territoriale sia sui mercati internazionali”, ha concluso.
Una sfida che coinvolge tutto il territorio
L’indagine mette in evidenza come il comparto lusso del Ponente ligure non sia più un fenomeno isolato, ma un sistema economico sempre più strutturato, capace di generare occupazione, attrarre clientela internazionale e valorizzare le eccellenze del territorio. La crescita dell’export, il consolidamento del mercato britannico e la capacità delle imprese locali di posizionarsi nei segmenti di fascia alta rappresentano elementi strategici per il futuro economico della provincia di Imperia. La sfida, ora, sarà quella di trasformare queste potenzialità in una vera identità territoriale riconoscibile a livello globale, facendo leva su qualità, sostenibilità, servizi e sinergie tra pubblico e privato.
Intervista al Presidente di Confindustria Imperia, Luciano Tesorini
Confindustria ha voluto dare una risposta concreta alle esigenze delle imprese associate, che hanno manifestato la volontà di internazionalizzare ulteriormente le proprie competenze e i propri ambiti di lavoro: «Quest’oggi abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi il Presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra. Il tema principale sarà quindi quello dei rapporti con la Gran Bretagna. Costantemente lavoriamo con il Principato di Monaco e con la Francia per consolidare i rapporti già esistenti con l’estero. In passato abbiamo stretto accordi e partnership molto positive anche con la Camera di Commercio Italiana a Miami. Per andare incontro alle aziende associate organizziamo eventi come quello di oggi, con l’obiettivo di creare sinergie sempre più importanti tra le imprese e questi Paesi esteri», ha dichiarato Tesorini.
Parlando di import-export, il presidente ha sottolineato anche l’importanza del turismo internazionale per il territorio imperiese: «Quando si parla di export dobbiamo pensare, ad esempio, al comparto florovivaistico e alla nautica, ma non dobbiamo dimenticare anche l’aspetto opposto, cioè importare turismo. Dobbiamo portare turisti in questa regione e in questa provincia, soprattutto da Paesi stranieri dove Imperia è ancora poco conosciuta». Soffermandosi sulle peculiarità del territorio, Tesorini ha evidenziato il potenziale legato al turismo di alta gamma: «Abbiamo la fortuna – e mi piace dirlo – di avere il lusso dell’aeroporto internazionale di Nizza a due passi. Dobbiamo sfruttarlo maggiormente. Da alcune ricerche è emerso che molti turisti provenienti dall’Asia, una volta atterrati a Nizza, conoscono la Liguria soprattutto per le Cinque Terre e si dirigono direttamente lì, tralasciando invece territori magnifici come i nostri». L’occasione è stata utile anche per fare il punto sul nuovo “Gruppo Lusso”, nato pochi mesi fa all’interno di Confindustria Imperia: «Abbiamo fondato il Gruppo Lusso per mettere in dialogo trasversale le aziende dei vari settori merceologici appartenenti a Confindustria che rappresentano l’eccellenza del territorio. Per noi il lusso significa saper fare bene le cose, qualità ai massimi livelli, non ostentazione. Abbiamo sottoposto un questionario alle aziende del comparto lusso e hanno risposto 19 realtà che impiegano complessivamente circa mille dipendenti. Il loro fatturato supera abbondantemente i 200 milioni di euro. Sono numeri importanti e significativi per la provincia di Imperia». Infine, il presidente è intervenuto sul tema Brexit e sui rapporti commerciali con il Regno Unito: «La Brexit rappresenta un capitolo molto importante. Il Presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra aprirà proprio un approfondimento su questo tema. Geograficamente la Gran Bretagna fa parte dell’Europa, ma l’uscita dall’Unione Europea ha aperto questioni molto più delicate rispetto ai rapporti con gli altri Paesi europei".
Intervista a Roberto Costa, Presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito
L’incontro dedicato all’import-export con la Gran Bretagna rappresenta, secondo Roberto Costa, un’opportunità importante per l’economia della provincia di Imperia: «Credo che possa essere davvero molto importante, perché l’interscambio tra Inghilterra e Italia vale oggi mediamente tra i 35 e i 40 miliardi di euro. Il Regno Unito è il quinto Paese per l’export italiano e il settore del lusso sta vivendo un momento di cambiamento. Il tessuto sociale in UK, soprattutto a Londra, sta evolvendo e questo fa sì che il Made in Italy sia sempre più apprezzato. Piace il lusso, piace il bello e l’Italia viene vista come la patria del bello. Per questo motivo credo che questa regione e questa provincia abbiano tutte le carte in regola per fare molto bene». Parlando della Brexit e delle sue conseguenze, Costa ha espresso la sua opinione sul futuro dei rapporti tra Regno Unito e Unione Europea: «Secondo me la Brexit non verrà cancellata, ma probabilmente sarà modificata. Lo dimostra il fatto che presto verrà nuovamente concesso l’Erasmus. È un segnale che evidenzia come siano stati commessi alcuni errori, almeno dal mio punto di vista. Con la Brexit sono cambiate molte cose. Oggi non è più possibile trasferirsi e lavorare liberamente nel Regno Unito: servono visti specifici e le regole sono cambiate più volte dal 2021 a oggi. Dal luglio 2025, ad esempio, è diventato quasi impossibile sponsorizzare lavoratori stranieri, se non in alcuni settori particolari».
Sul fronte commerciale, Costa ha evidenziato soprattutto un aumento della complessità burocratica: «Dal punto di vista dell’importazione ed esportazione, non sono cambiati molto i costi o i dazi doganali, ma sicuramente tutto è diventato più complesso dal punto di vista burocratico. Nonostante questo, importare ed esportare resta assolutamente possibile». Infine, il presidente si è soffermato sui prodotti della provincia di Imperia più apprezzati nel mercato britannico. «In Inghilterra, quando si parla d’Italia, si parla delle tre 'F': Fashion, Food and Furniture. Questa provincia, soprattutto per l’agroalimentare, rappresenta un fiore all’occhiello dell’Italia. Abbiamo cinquanta chilometri di olive taggiasche che non esistono in nessun’altra parte del mondo. Questo è già un esempio straordinario delle eccellenze del territorio». Sull’olio ligure nel mercato inglese, Costa ha concluso: «L’olio italiano è molto utilizzato in Inghilterra e lo sarà sempre di più, perché viene percepita la differenza di qualità. Londra sta diventando una città in cui la cucina italiana viene raccontata addirittura per regioni e non più solo a livello nazionale. Si iniziano a comprendere le sfumature della nostra tradizione gastronomica. Persino termini italiani come 'gelato' vengono utilizzati per identificare un prodotto di altissima qualità rispetto al semplice 'ice cream'. Le parole italiane, oltre a essere belle da sentire, rappresentano il buono e l’eccellenza».


















