Quasi 3mila studenti distribuiti tra licei, istituti tecnici e professionali, classi che restano numerose nonostante il calo in alcuni indirizzi, edifici da riqualificare, spazi da redistribuire e un grande nodo ancora aperto: quello delle strutture scolastiche del comprensorio sanremese. È il quadro tracciato dalla Federazione Operaia Sanremese – Gruppo di Cultura Politica, che ha raccolto dati, osservazioni e proposte in una serie di dossier dedicati agli istituti superiori del distretto.
I numeri aggiornati al 9 febbraio 2026 parlano di 2.916 alunni complessivi: 1.599 iscritti ai licei, pari al 54,83%, 695 ai tecnici e 622 ai professionali. Secondo il documento, le iscrizioni ai licei risultano sostanzialmente in linea con il dato nazionale, mentre i tecnici restano sotto la media italiana e i professionali sopra di circa otto punti percentuali.
Le classi attivate per l’anno scolastico 2025-2026 sono 154: 80 nei licei, 40 nei tecnici e 34 nei professionali. Un dato quasi stabile rispetto all’anno precedente, con una sola classe in meno complessivamente.
Tra gli indirizzi presenti figurano il classico, scientifico, linguistico, musicale, scienze umane e sportivo per i licei; amministrazione finanza e marketing, informatica, sistema moda, costruzioni ambiente e territorio e turismo per i tecnici; manutenzione e assistenza tecnica, agricoltura, servizi sociosanitari ed enogastronomia per i professionali. Proprio sul fronte professionale viene segnalata la riattivazione dell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”, attraverso un corso quadriennale.
Il dossier entra poi nel dettaglio delle singole scuole. Il liceo “G.D. Cassini” resta l’istituto con il maggior numero di studenti: 1.046 alunni distribuiti in 53 classi. Lo Scientifico conta 422 iscritti, il Linguistico 405, il Classico 138 e il Musicale 81. Nel documento si sottolinea come il Cassini continui a rappresentare il polo con la più ampia offerta formativa del territorio.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’ipotesi di attivare percorsi di formazione biomedica, in collaborazione con Ordine dei Medici, Asl e Università, per favorire l’orientamento degli studenti verso le professioni sanitarie.
Il liceo “Amoretti” registra invece 340 studenti e 16 classi, con un andamento definito “in crescita” soprattutto per gli indirizzi Scienze Umane ed Economico Sociale. Il documento evidenzia come i due percorsi stiano consolidando la loro presenza nel distretto.
Numeri importanti anche per l’istituto “Colombo”, che conta 769 studenti e 44 classi. All’interno convivono indirizzi tecnici, professionali e il liceo sportivo. Tra gli aspetti messi in evidenza c’è il progressivo ridimensionamento di alcuni percorsi tecnici e professionali e, allo stesso tempo, il consolidamento dello Scientifico Sportivo.
Secondo il dossier, proprio il liceo sportivo sarebbe riuscito negli anni a trovare una propria stabilità, completando l’intero ciclo e mantenendo un numero di studenti ritenuto significativo.
Il “Ruffini-Aicardi” arriva invece a 761 studenti e 41 classi. Qui emerge soprattutto il tema dell’Alberghiero di Taggia e della continua riduzione degli iscritti. Il documento parla apertamente di una “mancata diversificazione degli indirizzi” come possibile causa della flessione.
Viene ricostruita anche la redistribuzione delle sedi: parte delle attività continua a svolgersi nell’ex caserma Revelli, mentre altri spazi sono stati trasferiti o riorganizzati tra Taggia e Sanremo.
Uno dei capitoli più rilevanti riguarda però il sistema delle strutture scolastiche e il futuro del Mercato dei Fiori di Valle Armea. La Federazione Operaia sostiene che, senza iniziative concrete da parte delle istituzioni pubbliche, nel giro di pochi anni il settore rischi di perdere ulteriormente peso. Nel documento viene ricordato come il rilancio dell’Agrario di Sanremo non possa prescindere dalla riapertura dell’azienda agraria, definita fondamentale per una formazione di qualità.
Per quanto riguarda il Mercato dei Fiori, il dossier immagina una redistribuzione organica degli spazi destinati a Turistico e Sociosanitario, ma sottolinea anche le criticità ancora presenti, soprattutto sul piano della viabilità e della sicurezza.
Secondo la proposta avanzata, sarebbe necessario separare in maniera netta flussi pedonali e traffico veicolare, individuando percorsi dedicati per studenti, autobus e automobili. Tra le ipotesi inserite nel progetto figurano nuove pensiline per l’attesa dei bus, marciapiedi rialzati, rampe di accesso protette, spazi di sosta temporanea e una ridefinizione complessiva degli ingressi.
Il documento propone anche un sistema di parcheggi differenziati tra studenti, personale scolastico e servizio urbano, oltre alla realizzazione di attraversamenti pedonali protetti e aree verdi divisorie.
Nel dettaglio, la proposta immagina: una rotatoria lato sud per migliorare l’accesso al complesso scolastico; una suddivisione precisa dei flussi di ingresso e uscita; un’area dedicata agli autobus scolastici; pensiline protette per gli studenti in attesa; marciapiedi separati dalla carreggiata; una rampa esclusivamente pedonale verso la zona sportiva; spazi di sosta rapida per scooter e auto.
Secondo la Federazione Operaia, gli interventi dovrebbero essere affrontati in modo coordinato, senza limitarsi a soluzioni temporanee. Nel dossier viene infatti ribadito come il sistema scolastico del comprensorio abbia bisogno di una pianificazione strutturale capace di guardare ai prossimi anni.
Tra i temi affrontati compaiono anche Villa Mercede e Villa Magnolie. Nel documento si parla della necessità di utilizzare al meglio i fondi PNRR già disponibili e di individuare un percorso stabile per il recupero degli edifici scolastici.
Per Piazza Muccioli, dove oggi sono ospitate 34 classi, viene ricordato come esista già un progetto esecutivo di miglioramento antisismico da circa 7 milioni di euro.
L’impressione che emerge dai dossier è quella di un sistema che, pur mantenendo numeri importanti, stia vivendo una fase delicata tra riduzione di alcuni indirizzi, problemi logistici e necessità di ridefinire spazi e funzioni. Sullo sfondo resta la domanda principale: quale assetto dovranno avere le scuole superiori del distretto sanremese nei prossimi dieci anni.





